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Sentenza

Sentenza del 27/07/2016 n. 15549 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, che aveva accolto l’appello della società e riconosciuto valida la definizione agevolata prevista dall’art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, nonostante il pagamento tardivo dell’ultima rata. Con l’unico motivo ha denunciato la violazione di tale disposizione, sostenendo che la definizione si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, ha deciso nel merito rigettando il ricorso introduttivo della contribuente. Ha stabilito che il pagamento integrale nei termini è necessario per perfezionare la definizione agevolata ex art. 9-bis; le diverse regole previste per altre forme di condono non si applicano per analogia, trattandosi di disposizioni eccezionali. Le spese dell’intero giudizio sono state compensate, in considerazione dell’epoca in cui si era consolidata la giurisprudenza sul punto. Decisione assunta il 25 febbraio 2016 e depositata il 27 luglio 2016.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    la definizione agevolata ai sensi della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9 bis, comportante la non applicazione delle sanzioni relative al mancato versamento delle imposte o delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali presentate entro il 31 dicembre 2002, e per le quali il termine di versamento è scaduto anteriormente a tale data, si perfeziona solo se si provvede all'integrale pagamento del dovuto nei termini e nei modi previsti dalla medesima disposizione

    La definizione agevolata si perfeziona solo con il pagamento integrale e tempestivo dell’importo dovuto secondo le modalità stabilite dall’art. 9-bis. Il pagamento tardivo anche dell’ultima rata impedisce quindi di beneficiare della definizione.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 8, 9, 15 e 16

    attesa l'assenza di previsioni quali quelle contenute negli artt. 8, 9, 15 e 16 della medesima legge, che considerano efficaci le ipotesi di condono ivi regolate anche senza adempimento integrale, e che sono insuscettibili di applicazione analogica, in quanto, come tutte le disposizioni di condono, di carattere eccezionale

    Le regole di altre forme di condono che ne ammettono l’efficacia anche senza adempimento integrale non possono essere estese per analogia alla definizione dell’art. 9-bis, perché le disposizioni di condono sono eccezionali.

Massime di principio

  • Per la definizione agevolata disciplinata dall’art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, occorre versare integralmente le somme dovute entro i termini e secondo le modalità previste; il pagamento tardivo di una rata impedisce il perfezionamento del beneficio.
  • Le condizioni più favorevoli stabilite per altre forme di condono non si estendono per analogia: occorre applicare la disciplina specifica prevista per la definizione invocata.
  • Se, dopo la cassazione, non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere direttamente nel merito e rigettare il ricorso introduttivo.

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