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Legge

L.R. FVG 13/2018

Interventi in materia di diritto allo studio e potenziamento dell'offerta formativa del sistema scolastico regionale.

Normativa regionaleL.R. FVG 13/2018

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Friuli Venezia Giulia disciplina il diritto allo studio e il potenziamento dell’offerta formativa nel territorio regionale, con contributi per libri in comodato, assegni di studio, sostegno a BES, scuola dell’infanzia, scuole paritarie, Sezioni Primavera, scuola digitale, tempo pieno e tutela della minoranza slovena. Ha effetti dal 1° gennaio 2019 per gran parte delle norme e abroga numerose disposizioni precedenti.

Diritto allo studio e potenziamento dell’offerta formativa scolastica regionale

Diritto allo studio e potenziamento dell’offerta formativa nel Friuli Venezia Giulia

La legge disciplina, nel territorio del Friuli Venezia Giulia, gli interventi regionali in materia di diritto allo studio e di sviluppo dell’offerta formativa. Il testo costruisce un sistema organico di sostegni rivolto agli studenti, alle scuole e ad altri soggetti educativi, con attenzione a inclusione, plurilinguismo, scuola digitale, orientamento e valorizzazione delle specificità territoriali.

Principi, finalità e ambito di applicazione

La Regione pone al centro la persona, l’autonomia scolastica e il successo formativo. Le finalità dichiarate includono:

  • effettività del diritto allo studio, con agevolazioni in favore delle famiglie meno abbienti;
  • prevenzione della dispersione scolastica e promozione del benessere scolastico;
  • potenziamento dell’offerta educativa e delle competenze chiave;
  • valorizzazione del plurilinguismo e delle minoranze linguistiche;
  • sviluppo della scuola digitale;
  • sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità;
  • collaborazione tra istituzioni scolastiche, territorio e soggetti socioeconomici.

La disciplina si applica alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del sistema nazionale di istruzione con sede legale o didattica in Friuli Venezia Giulia.

Interventi regionali e interventi comunali

La legge distingue tra interventi regionali e interventi dei Comuni.

La Regione finanzia o sostiene, tra l’altro:

  • il diritto allo studio per gli alunni;
  • il potenziamento e la programmazione dell’offerta formativa;
  • gli interventi per studenti con BES e disabilità;
  • il plurilinguismo e la tutela delle minoranze linguistiche;
  • l’orientamento scolastico;
  • la scuola digitale;
  • le Sezioni Primavera.

I Comuni intervengono invece, entro il quadro della legge, per:

  • libri di testo e strumenti didattici individuali nella scuola primaria;
  • mense scolastiche;
  • iniziative per la frequenza della scuola dell’infanzia;
  • contributi per materiale didattico, attrezzature e trasporti non coperti da misure regionali;
  • rette di convitto per studenti in disagiate condizioni economiche;
  • servizi di pre e post accoglienza e doposcuola;
  • trasporto scolastico;
  • servizi di supporto organizzativo per alunni con disabilità, BES o grave disagio;
  • interventi a favore delle scuole non statali.

Libri in comodato gratuito

La Regione contribuisce al finanziamento delle istituzioni del sistema scolastico regionale che forniscono libri di testo o materiale didattico digitale in comodato gratuito agli alunni della scuola secondaria di primo grado e del primo e secondo anno della secondaria di secondo grado.

I contributi annuali sono stabiliti dalla Giunta regionale, con differenziazione per grado di istruzione. Se le risorse non bastano, il contributo è ridotto proporzionalmente in modo uniforme. Una quota dello stanziamento può essere destinata alla copertura degli oneri organizzativi e gestionali del servizio.

Le domande sono presentate dall’istituzione scolastica, con approvazione del programma di comodato da parte del consiglio di istituto o organo analogo e con l’indicazione del numero degli alunni interessati. Un regolamento regionale disciplina domanda, documentazione, concessione, erogazione, revoca, spese ammissibili e rendicontazione.

Assegni per trasporto scolastico e acquisto libri di testo

La Regione eroga assegni di studio per il trasporto scolastico e per l’acquisto dei libri di testo non coperti dal comodato, a favore dei nuclei familiari con studenti iscritti dal primo al quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado del sistema scolastico regionale.

Gli assegni sono graduati in base alle condizioni economiche del nucleo e alla distanza dalla residenza dello studente. La Giunta regionale fissa annualmente:

  • termini e modalità di domanda;
  • importo forfettario differenziato per distanza;
  • limite ISEE per l’accesso;
  • fasce ISEE per la priorità.

In caso di risorse insufficienti, la graduazione segue l’ordine di priorità per fasce ISEE, con erogazione integrale ai primi aventi diritto e riduzione proporzionale nei casi di insufficienza.

Assegni di studio per scuole paritarie e scuole all’estero

Gli assegni di studio sono concessi anche agli alunni iscritti alle scuole paritarie del sistema scolastico regionale e, a certe condizioni, agli alunni residenti in regione iscritti a scuole dell’obbligo e secondarie all’estero non profit che rilascino titolo avente valore legale e prevedano il pagamento di una retta.

Per le scuole all’estero è richiesto che la frequenza sia motivata da comprovate esigenze lavorative o di studio di almeno un genitore o dell’esercente la responsabilità genitoriale.

La misura è modulata secondo l’ISEE e tiene conto anche di eventuali agevolazioni statali già fruite. La Giunta regionale determina annualmente importi massimi, soglie ISEE, fasce di priorità, percentuali di contributo e termini di domanda. In caso di risorse insufficienti, opera un meccanismo di priorità decrescente per fasce ISEE analogo a quello previsto per gli assegni di trasporto e libri.

Le domande sono presentate alla Regione; l’istruttoria può essere affidata, tramite convenzione, agli istituti scolastici interessati, e il richiedente può delegare la scuola all’incasso dell’assegno.

Interventi per alunni con disabilità e BES

Per gli alunni con disabilità iscritti alle istituzioni del sistema scolastico regionale, la Regione può stipulare accordi con l’Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia per potenziare le azioni di sostegno, anche tramite incremento della dotazione oraria di sostegno. Gli accordi definiscono istituzioni interessate, tipologie di intervento, spese ammissibili, istituto tesoriere e modalità di concessione, liquidazione e rendicontazione.

Per gli alunni con BES la Regione sostiene interventi educativi specifici, come sportelli di ascolto, incontri formativi per i genitori, strumenti didattici informatici di supporto e rinforzo scolastico affidato a docenti con competenze specifiche. Il finanziamento avviene tramite specifica voce nell’ambito degli interventi del titolo III, capo II.

Concorso al servizio di educazione scolastica della scuola dell’infanzia

La Regione contribuisce al servizio di educazione scolastica della scuola dell’infanzia, riconosciuta come servizio di rilevanza sociale ed educativa. Beneficiari sono Comuni, loro consorzi, enti, associazioni, istituzioni e cooperative che gestiscono scuole dell’infanzia.

I contributi coprono spese per:

  • gratuità o semigratuità per alunni in disagiate condizioni economiche;
  • inserimento e sostegno di bambini con disabilità non finanziati altrove;
  • aggiornamento del personale educativo;
  • manutenzioni urgenti, riparazioni, arredi e attrezzature in circostanze straordinarie;
  • spese generali di funzionamento.

Sono ammesse, per la lettera sulle opere urgenti, anche spese relative a sezioni di asili nido gestite congiuntamente alla scuola dell’infanzia. Il riparto avviene in base al numero dei bambini iscritti e delle sezioni funzionanti; la Giunta può riservare fino al 5% dello stanziamento per scuole in contesti socio-economici svantaggiati o in condizioni straordinarie di difficoltà.

Le domande si presentano entro il 31 gennaio di ogni anno scolastico in corso, con documentazione diversa a seconda della tipologia di spesa. I contributi sono concessi entro 90 giorni dalla scadenza del termine di domanda.

Contributi alle associazioni che affiliano scuole non statali

La Regione concede contributi alle associazioni che svolgono attività promozionali, di coordinamento e supporto amministrativo e formativo a favore delle scuole non statali affiliate.

Sono finanziabili spese organizzative, di gestione e di supporto alla formazione, limitatamente alla parte non coperta da assegnazioni statali e con esclusione dell’acquisto di beni, strumenti e dotazioni didattiche per gli istituti affiliati.

Il riparto prevede:

  • 15% in parti uguali tra tutte le associazioni;
  • 85% in proporzione al numero di scuole affiliate.

Le domande si presentano entro il 31 gennaio di ogni anno con preventivo di spesa e dichiarazione di eventuali contributi statali dello stesso titolo; la rendicontazione è dovuta entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Anticipazioni di cassa alle scuole paritarie

La Regione può concedere anticipazioni di cassa agli istituti scolastici paritari del Friuli Venezia Giulia sui contributi annuali assegnati dallo Stato per le attività istituzionali.

Non possono accedere all’anticipazione gli istituti ai quali la parità sia stata riconosciuta o ripristinata dall’anno scolastico in corso, né quelli che nello stesso anno abbiano subito chiusura o perdita della parità.

Le anticipazioni non possono superare l’importo della contribuzione statale effettivamente assegnata nell’esercizio precedente. La restituzione avviene mediante compensazione con il contributo statale trasferito alla Regione; se l’importo statale è inferiore all’anticipo, l’istituto restituisce il saldo. In caso di mancata restituzione, la Regione può trattenere le somme dovute da futuri finanziamenti. Un regolamento regionale disciplina criteri, termini e modalità. Non si applica la regola generale di cui all’articolo 40, comma 2, della legge regionale 7/2000.

Altri interventi di diritto allo studio: assicurazione, sport, orientamento, inclusione, internazionalizzazione

La legge prevede ulteriori misure trasversali.

Per l’assicurazione scolastica, la Regione paga una polizza per i bambini delle Sezioni Primavera, per gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, e per la responsabilità civile del personale docente e non docente addetto alla sorveglianza, a favore di tutti gli istituti del sistema scolastico regionale e del Collegio del Mondo Unito.

Per la promozione dell’attività sportiva nella scuola, la Regione sostiene progetti motori e sportivi nelle scuole primarie e secondarie, in un quadro unitario coordinato dal CONI regionale con l’Ufficio scolastico regionale e gli enti sanitari regionali, impiegando operatori con specifici titoli in scienze motorie. La Regione può concedere incentivi annui al CONI regionale.

Per l’orientamento educativo, la Regione utilizza le strutture del sistema di orientamento previste dalla legge regionale 27/2017 per offrire informazione, consulenza e assistenza tecnica a scuole, famiglie e giovani.

Per l’inserimento scolastico degli alunni figli di immigrati, la Regione promuove iniziative basate sulla disciplina regionale in materia di integrazione sociale degli stranieri immigrati e sui relativi programmi annuali, con valorizzazione della lingua italiana, dell’educazione civica e della partecipazione delle famiglie.

Per l’alternanza scuola-lavoro, la Regione sostiene il raccordo tra scuole, imprese ed enti del territorio regionale e degli Stati esteri confinanti, per agevolare l’individuazione dei soggetti ospitanti e la costruzione di percorsi didattico-educativi, in coordinamento con l’Ufficio scolastico regionale.

La Regione promuove inoltre il dialogo con le Consulte provinciali degli studenti e concede un contributo annuo al Coordinamento regionale delle Consulte per le attività istituzionali e progettuali a favore degli studenti. Le domande si presentano entro il 31 gennaio di ogni anno, con preventivo di spesa; sono ammissibili le spese sostenute dall’1 gennaio dello stesso anno.

Dimensione europea dell’istruzione

La legge consente il finanziamento di iniziative progettuali collegate a programmi comunitari e, più in generale, la promozione della dimensione europea dell’istruzione e della formazione.

L’Amministrazione regionale può avvalersi di istituzioni scolastiche e formative beneficiarie di contributi, tramite convenzione, per la gestione amministrativo-contabile dei progetti. Sono ammissibili anche spese dirette della Regione per incontri di studio e attività di consulenza finalizzate alla progettazione.

È inoltre previsto un programma di iniziative approvato dalla Giunta regionale, eventualmente in base a protocolli d’intesa con autorità statali e regionali, per diffondere la dimensione europea dell’istruzione; l’attuazione avviene tramite convenzione con l’Educandato statale Uccellis di Udine.

Piano annuale per lo sviluppo dell’offerta formativa

La Regione approva un Piano annuale per lo sviluppo dell’offerta formativa, che programma gli interventi a partire dai PTOF delle istituzioni scolastiche, singole o in rete.

Il Piano definisce:

  • tipologie di intervento;
  • linee di azione;
  • aree tematiche;
  • riparto delle risorse.

Le aree riguardano integrazione, inclusione, uguaglianza, pari opportunità e competenze per la cittadinanza attiva in ambito locale ed الأوروبي. Tra gli interventi figurano arricchimento dell’offerta, progetti speciali, lingue e culture delle minoranze, Sezioni Primavera, scuola digitale e sostegno al tempo pieno e prolungato.

Arricchimento dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche

La Regione concede contributi annuali a scuole statali e paritarie del sistema scolastico regionale, con sede nel Friuli Venezia Giulia, per interventi coerenti con il PTOF e con il Piano annuale dell’offerta formativa.

Sono inclusi anche progetti per il potenziamento delle lingue straniere comunitarie e per la formazione/aggiornamento dei docenti. I CPIA sono esclusi perché destinatari di altro finanziamento regionale. Il regolamento regionale definisce termini, obiettivi, modalità attuative e criteri di assegnazione.

Progetti speciali

La Regione può finanziare iniziative straordinarie e progetti originali delle istituzioni scolastiche, degli enti locali e di altri organismi pubblici o privati senza scopo di lucro, purché svolti in collaborazione con le scuole e aventi rilevanza didattica, formativa, sociale e culturale.

Sono ammessi:

  • istituzioni scolastiche singole o capofila di reti di almeno tre istituti;
  • enti locali e organismi pubblici o privati senza fine di lucro in collaborazione con una o più istituzioni scolastiche.

I soggetti devono avere sede nel Friuli Venezia Giulia, almeno per una sede legale, didattica o operativa.

Lingue e culture delle minoranze storiche

Gli interventi per le minoranze slovena, friulana e tedesca sono attuati nell’ambito del Piano annuale per lo sviluppo dell’offerta formativa e anche tramite specifiche attività previste dalle leggi regionali di tutela delle minoranze linguistiche.

La disciplina quindi integra il sostegno linguistico e culturale con il sistema generale dell’offerta formativa regionale.

Sezioni Primavera

La Regione può concedere contributi annui alle Sezioni Primavera, cioè alle sezioni sperimentali disciplinate dalla normativa statale e dagli accordi attuativi con le autorità scolastiche.

Un regolamento definisce requisiti, criteri, modalità e procedure. Alle Sezioni Primavera non si applica la legge regionale 20/2005 sul sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia. Per i soggetti privati gestori, la rendicontazione segue l’articolo 43 della legge regionale 7/2000.

Scuola digitale

La Regione promuove l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole del Friuli Venezia Giulia e approva un Programma regionale per la scuola digitale di durata triennale.

Il programma riguarda:

  • connettività e servizi di rete;
  • innovazione metodologica e didattica;
  • sostegno agli investimenti tecnologici e informatici;
  • formazione degli operatori scolastici;
  • dematerializzazione dei procedimenti amministrativi;
  • iniziative delle società partecipate regionali.

Per la definizione e il coordinamento del programma la Regione può stipulare accordi e protocolli d’intesa con scuole, università, Ufficio scolastico regionale, società partecipate, Ministero competente e altri soggetti pubblici o privati.

Tempo pieno e tempo prolungato

La Regione sostiene il tempo pieno e il tempo prolungato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del sistema scolastico regionale, con priorità per le scuole in area montana.

Beneficiari sono i Comuni sedi di istituzioni scolastiche che attuano tali modelli organizzativi. I contributi finanziano servizi di assistenza, potenziamento scolastico, laboratori di rinforzo linguistico e iniziative di socializzazione educativa.

È istituito un Tavolo regionale per il tempo pieno, presieduto dall’assessore competente e composto anche dai rappresentanti dei Comuni beneficiari, con compiti di valorizzazione, rafforzamento della rete e monitoraggio della qualità dell’esperienza.

Tutela della minoranza linguistica slovena

La legge prevede un articolato sistema di sostegno alla minoranza slovena, al fine di garantire pari diritti e opportunità di istruzione e accesso alla cultura nella lingua madre.

Iniziative per gli alunni

La Regione concede contributi, fino alla copertura integrale della spesa ammissibile, a favore di:

  • istituzioni scolastiche statali e paritarie con lingua di insegnamento slovena;
  • associazioni e comitati dei genitori operanti presso tali scuole;
  • altri soggetti pubblici e privati.

I contributi finanziano iniziative rivolte ad alunni e studenti. Sono ammissibili spese per consulenze e collaborazioni esterne, affitto locali, noleggi, acquisto di pubblicazioni e materiale didattico anche digitale, materiale di consumo e trasporti/servizi culturali.

Il contributo è ripartito in proporzione al numero dei partecipanti, con riserva del 65% delle risorse alle iniziative proposte dalle istituzioni scolastiche. Le domande si presentano entro febbraio di ogni anno.

Organi collegiali e organizzazioni sindacali

La Regione finanzia le attività degli organi collegiali delle scuole con lingua slovena e le spese sostenute per esigenze della minoranza, quali modulistica in sloveno, software, traduzioni, stampa e affissione di atti e comunicati. Sono finanziabili anche le organizzazioni sindacali del personale docente e non docente delle medesime scuole che operano prevalentemente in lingua slovena.

Il riparto è così strutturato:

  • 74% alle istituzioni scolastiche, in proporzione agli alunni iscritti e frequentanti;
  • 6% alle organizzazioni sindacali, in misura uguale;
  • 20% all’Ufficio scolastico regionale.

Se i sindacati non presentano domanda, la loro quota va alle scuole. Le domande si presentano entro il 31 marzo; l’approvazione del riparto avviene entro 90 giorni. I contributi possono essere liquidati in un’unica soluzione e sono erogati in via anticipata entro 60 giorni dall’approvazione del riparto.

La rendicontazione va presentata entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario; la mancata presentazione comporta revoca e recupero delle somme.

Regime transitorio, finanziario e abrogazioni

I procedimenti in corso alla data di entrata in vigore restano disciplinati dalla normativa previgente.

La legge contiene una dettagliata copertura finanziaria, limitata in gran parte agli anni 2019 e 2020, per i vari interventi previsti. Questo conferma la forte connotazione programmatoria e di bilancio della disciplina, ancorata al triennio 2018-2020.

Sono inoltre previste molte abrogazioni di precedenti leggi e norme regionali sul diritto allo studio, sull’istruzione, sulle scuole materne non statali, sulla tutela delle minoranze linguistiche e su altri interventi settoriali, con decorrenza dall’1 gennaio 2019.

Efficacia temporale e attualità della disciplina

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ma ha effetto dall’1 gennaio 2019 per la parte sostanziale e finanziaria. Diversi interventi sono infatti collegati a stanziamenti degli anni 2019 e 2020 e a scadenze annuali fisse.

Per questa ragione il testo conserva valore come quadro ordinamentale regionale, ma molte disposizioni finanziarie e procedurali risultano oggi riferite a esercizi passati o a finestre temporali ormai concluse.

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