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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1076/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha ammesso il ricorso per cassazione per saltum, ha annullato la sentenza impugnata per nullita della motivazione e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Bologna per un nuovo giudizio sulla responsabilita. La Corte ha precisato che il giudice d'appello, cui il processo viene rinviato, deve riesaminare completamente la vicenda e redigere ex novo la motivazione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la violazione dell'art. 125 cod. proc. pen., in relazione all'art. 111 co. 6 Cost., per mancanza assoluta di motivazione della sentenza di merito. In particolare si contestava che il Tribunale di Modena si era limitato ad argomentare sulla riconosciuta continuazione con altro fatto già giudicato, senza descrivere le circostanze del fatto, senza indicare i risultati acquisiti e i criteri di valutazione della prova, senza motivare in che modo le prove avrebbero dimostrato la responsabilita dell'imputato e senza prendere in esame la richiesta di assoluzione formulata dalla difesa.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Stabilisce l'obbligo di motivazione delle sentenze; la Corte ha ritenuto che la mancata motivazione sui fatti e sulla valutazione delle prove costituisca vizio di legge che giustifica l'annullamento.

  • art. 111 Cost.

    Richiama il principio del giusto processo e del diritto all'esposizione delle ragioni della decisione; la Corte ha collegato tale principio all'obbligo di motivazione piena delle sentenze penali.

  • art. 635 cod. pen.

    Norma citata in relazione all'aggravante applicata in primo grado trattandosi di fatto commesso all'interno di una chiesa; la Corte non discute il merito dell'aggravante ma la correttezza formale della motivazione che l'ha ritenuta.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Regola il contenuto della sentenza indicando l'obbligo di indicare i risultati acquisiti e i criteri di valutazione della prova; la Corte l'ha richiamata per precisare cosa debba contenere una motivazione sufficiente.

  • art. 604 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai limiti del rinvio dopo annullamento; la Corte osserva che il caso in esame non rientra nelle ipotesi tassative che consentono di non demandare l'esame della responsabilita al giudice di appello.

Massime di principio

  • Una sentenza penale deve contenere la descrizione dei fatti, i risultati acquisiti, i criteri di valutazione della prova e le ragioni per cui le prove contrarie sono ritenute inattendibili; la loro assenza integra un vizio di motivazione valido per l'annullamento in Cassazione.
  • La motivazione apodittica o che non si riferisce a specifici elementi probatori è insufficiente e può determinare la nullita dell'intero provvedimento.
  • Se la Corte di Cassazione annulla per carenza motivazionale una sentenza di primo grado, il rinvio va generalmente al giudice competente per l'appello che dovra riesaminare integralmente la responsabilita e redigere ex novo la motivazione.
  • La contestazione limitata dal giudice a un profilo (es. la riconosciuta continuazione) senza valutare e motivare sugli altri elementi essenziali della responsabilita puo costituire motivo sufficiente per accoglimento del ricorso per cassazione.
  • In situazioni analoghe la difesa puo efficacemente basare il ricorso sulla violazione dell'obbligo di motivazione, invocando sia la normativa di procedura sia il principio costituzionale del giusto processo.

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