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Ordinanza

Ordinanza n. 1869/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del 9 marzo 2026 del Questore di Napoli Cat.A12/2025/Imm/1^ sez/dinieghi/vdm/107; nonché di ogni altro atto comunque connesso, precedente e successivo.

Giustizia amministrativa202603805

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di Napoli del 9 marzo 2026 recante diniego in materia di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del Questore di Napoli, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Ha sostenuto, in sostanza, che l'indisponibilità sopravvenuta dell'originario datore di lavoro e il mancato invio della comunicazione Unilav non fossero a lui imputabili e ha invocato il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. L'Amministrazione ha invece ritenuto inattendibile ab origine il rapporto di lavoro, rilevando che alla stipulazione del contratto di soggiorno non era seguita un'effettiva assunzione.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a. Ritenendo, nella fase di cognizione sommaria, non comprovata l'effettività del rapporto lavorativo con l'originario datore di lavoro, il Collegio ha considerato non decisiva la stipulazione del contratto di soggiorno, qualificandola come mero simulacro in assenza di una concreta assunzione. Le allegazioni del ricorrente sull'indisponibilità successiva del datore e sul mancato invio della comunicazione Unilav non hanno scalfito il giudizio amministrativo di inattendibilità originaria del rapporto. È stata inoltre esclusa, allo stato, la possibilità di rilascio del permesso per attesa occupazione, poiché non risultava una successiva interruzione o cessazione di un rapporto effettivamente esistente, ma l'inesistenza originaria del rapporto e quindi la mancanza ab origine dei requisiti richiesti. Le vicende lavorative successive con altro datore sono state ritenute irrilevanti. Spese della fase cautelare compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto non sono stati ravvisati i presupposti per concedere la sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata in relazione all'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La stipulazione del contratto di soggiorno non è sufficiente, da sola, a dimostrare l'effettiva instaurazione del rapporto di lavoro quando non sia seguita da una concreta assunzione, potendo essere valutata come elemento meramente apparente del rapporto dedotto.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone la cessazione o interruzione di un rapporto di lavoro effettivamente esistente; non è applicabile quando il rapporto risulti inesistente ab origine e manchino quindi sin dall'inizio i requisiti richiesti per il soggiorno lavorativo.
  • Le vicende lavorative eventualmente instaurate con un datore diverso da quello originariamente indicato non superano, di per sé, la mancanza originaria dei requisiti connessi al primo rapporto di lavoro ai fini della valutazione cautelare del diniego.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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