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Sentenza

Sentenza n. 1870/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202401750

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di ingiunzione di demolizione di opere edilizie realizzate senza titolo abilitativo, consistenti nella tamponatura dei piani primo e secondo e nelle opere di finitura generale dell'edificio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ingiunzione di demolizione deducendo, in primo luogo, la violazione e falsa applicazione dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001, degli artt. 10, 32 e 36 del medesimo decreto, come recepiti dalla normativa regionale siciliana, delle norme di attuazione del PRG comunale, della l. 64/1974, dell'art. 142 del d.lgs. 42/2004 e del D.M. 1444/1968, nonché eccesso di potere per causa falsa, sviamento, travisamento, illogicità, contraddittorietà e irragionevolezza. Ha sostenuto che le opere, risalenti nel tempo, non sarebbero state realizzate in totale difformità dal titolo edilizio né costituirebbero variazioni essenziali, ma ampliamenti o varianti non sanzionabili con la demolizione; ha inoltre dedotto la modesta entità dell'abuso e la prevalenza del diritto di abitazione sull'interesse pubblico al ripristino. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 7 e 8 della l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento, la violazione dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004, dell'art. 97 Cost., nonché difetto di motivazione, contraddittorietà, errore, travisamento e sviamento. Secondo il ricorrente, considerato il lungo tempo trascorso dalla realizzazione delle opere, l'ordinanza avrebbe dovuto motivare in modo specifico sull'interesse pubblico al ripristino e sull'affidamento maturato.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto al primo motivo, ha rilevato che il ricorrente si è limitato ad affermare la natura non essenziale delle variazioni senza dimostrarne la portata tecnica, senza chiarire perché non ricorressero le condizioni dell'art. 32 del d.P.R. 380/2001 e senza produrre o indicare gli estremi del titolo edilizio di riferimento. Le censure sono quindi rimaste prive di adeguato supporto probatorio. Quanto al difetto di motivazione, al mancato contemperamento degli interessi e al rilievo del tempo trascorso, il TAR ha richiamato il principio dell'Adunanza plenaria n. 9 del 2017: l'ingiunzione di demolizione di un immobile abusivo privo di titolo, anche se adottata tardivamente, è atto vincolato e non richiede una motivazione specifica su ragioni di pubblico interesse ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata. Il principio vale anche per abusi di lieve entità, purché ricorrano i presupposti dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 2.000 euro, oltre accessori, a titolo di spese di lite in favore del Comune; nulla è stato disposto quanto alla parte non costituita.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali

    L'ingiunzione di demolizione è conseguenza vincolata dell'accertamento dei presupposti relativi a opere eseguite senza permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali.

  • art. 32 d.P.R. 380/2001

    Determinazione delle variazioni essenziali

    Chi contesta la qualificazione delle opere come variazioni essenziali deve fornire elementi tecnici e dimostrare le ragioni per cui non ricorrano i presupposti normativi.

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    La sentenza menziona la dedotta omessa comunicazione di avvio del procedimento, senza accogliere la censura.

  • art. 142 d.lgs. 42/2004

    La norma è stata invocata dal ricorrente, ma la sentenza non sviluppa una specifica interpretazione decisiva della disposizione.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    La norma è stata invocata dal ricorrente, ma la sentenza non sviluppa una specifica interpretazione decisiva della disposizione.

  • Adunanza plenaria Consiglio di Stato n. 9/2017

    Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell'abuso.

    La demolizione di un abuso edilizio privo di titolo non richiede una motivazione specifica sull'interesse pubblico ulteriore, neppure quando sia adottata a distanza di tempo dalla realizzazione dell'abuso; il principio si applica anche agli abusi di lieve entità se ricorrono i presupposti dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001.

Massime di principio

  • L'ingiunzione di demolizione relativa a un immobile abusivo mai assistito da titolo edilizio ha natura vincolata e, anche se adottata tardivamente, non richiede una motivazione specifica su ragioni di pubblico interesse diverse dal ripristino della legalità edilizia violata.
  • Il decorso del tempo dalla realizzazione dell'abuso edilizio non fa sorgere, di per sé, un affidamento tutelabile del responsabile dell'abuso né impone all'amministrazione una motivazione rafforzata sull'interesse pubblico alla demolizione.
  • La qualificazione delle opere come ampliamenti, varianti o variazioni non essenziali deve essere adeguatamente dimostrata dal ricorrente mediante l'indicazione e la produzione del titolo edilizio di riferimento e l'illustrazione della portata tecnica degli interventi.
  • Il principio secondo cui la demolizione non necessita di una motivazione specifica sull'interesse pubblico ulteriore opera anche per abusi di lieve entità, purché siano integrati i presupposti dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDifetto di motivazioneLegittimo affidamentoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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