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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15173/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Perugia che aveva confermato il reclamo ex art.35-bis proposto da Ventura, sottoposto al regime differenziato di cui all'art.41-bis, avverso il diniego dell'Amministrazione penitenziaria di consentirgli la visione di canali televisivi diversi da quelli indicati nella Circolare dipartimentale del 2 ottobre 2017. Il Ministero sosteneva che la materia attiene alle modalita' di esercizio del diritto e rientra nella discrezionalita' amministrativa per esigenze di sicurezza, quindi non sindacabile dalla magistratura di sorveglianza, oltre a dedurre violazione di legge e vizio di motivazione rispetto alla legittimita' della restrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato: ha qualificato il reclamo in tema di fruizione dei canali televisivi come reclamo generico, attinente alle modalita' di esercizio del diritto e non alla negazione del diritto soggettivo. Ne consegue che la magistratura di sorveglianza ha ecceduto i limiti della propria giurisdizione. L'ordinanza impugnata e quella di primo grado sono state annullate senza rinvio; il motivo ulteriore d'impugnazione e' stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 35-bis, legge 26 luglio 1975 n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    Consente il reclamo alla magistratura di sorveglianza per lesioni di posizioni giuridiche qualificate come diritti soggettivi; la Corte precisa che non si estende alle mere modalita' di esercizio del diritto.

  • art. 41-bis, Ordinamento penitenziario

    Regime penitenziario differenziato che giustifica limitazioni organizzative e di sicurezza; tali limitazioni rientrano nella discrezionalita' amministrativa salvo che siano manifestamente irragionevoli o sostanzialmente inibenti l'esercizio del diritto.

  • art. 69, comma 6, lett. b), Ordinamento penitenziario

    Indica gli strumenti di tutela davanti alla magistratura di sorveglianza; la Corte richiede che ricorra una posizione giuridica attiva e un collegamento tra questa e la condotta amministrativa perche' il reclamo sia ammissibile.

  • art. 35, comma 1, n. 5), Ordinamento penitenziario

    Qualifica il reclamo generico: se la pretesa riguarda soltanto le modalita' di esercizio del diritto e non la negazione di un diritto soggettivo, la tutela giurisdizionale deve essere negata.

  • Circolare dipartimentale 2 ottobre 2017 (organizzazione circuito televisivo)

    Atto amministrativo regolamentante i canali disponibili; la Corte lo considera parte della scelta tecnico-organizzativa che rientra nella discrezionalita' dell'Amministrazione salvo vizi di eccesso o irragionevolezza.

Massime di principio

  • Il reclamo avanti alla magistratura di sorveglianza e' ammissibile solo quando la pretesa riguardi la lesione di un diritto soggettivo e non quando si contestino mere modalita' tecniche o organizzative del servizio.
  • Limitazioni poste in regime 41-bis (es. selezione dei canali TV) rientrano in linea di principio nella discrezionalita' dell'Amministrazione per esigenze di ordine e sicurezza; sono sindacabili in sede giurisdizionale solo se manifestamente irragionevoli, arbitrarie o se privano di fatto il detenuto del nucleo del diritto.
  • Il giudice di sorveglianza deve preliminarmente qualificare il reclamo: se lo ritiene generico ai sensi dell'art.35 comma 1 n.5, lo deve respingere senza entrare nel merito amministrativo.
  • Per ottenere accoglimento, il detenuto deve dimostrare l'esistenza di una posizione giuridica attiva e un pregiudizio attuale e grave derivante direttamente dalla condotta amministrativa.
  • Nel sindacare scelte tecnico-organizzative dell'Amministrazione, il corretto parametro e' la ragionevolezza e la proporzionalita'; la censura giudiziaria e' ammissibile solo in presenza di violazioni normative evidenti o di pregiudizio sostanziale al diritto.

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