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Sentenza

Sentenza n. 2429/2026 - Catania, Sezione 5

Giustizia amministrativa202601061

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull’istanza di riclassificazione urbanistica di terreni interessati da un vincolo preordinato all’esproprio ritenuto decaduto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il silenzio formatosi sull’istanza/diffida del 22 ottobre 2025, con la quale avevano chiesto al Comune di attribuire una nuova destinazione urbanistica a terreni di loro proprietà, già destinati dal PRG del 2003 a “spazi pubblici attrezzati per il gioco e lo sport”. Hanno dedotto che tale destinazione avesse natura espropriativa, poiché riferita alla realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione pubblica, e che il vincolo fosse decaduto il 16 ottobre 2008 per inutile decorso del termine quinquennale, senza espropriazione né legittimo rinnovo. Hanno quindi invocato l’obbligo comunale di provvedere ai sensi dell’art. 2 l. 241/1990 e dell’art. 26 l.r. 19/2020, chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, l’ordine di definire il procedimento e la nomina di un commissario ad acta. Il Comune ha sostenuto che il vincolo fosse conformativo, in quanto la destinazione avrebbe potuto essere attuata anche mediante iniziativa privata o pubblico-privata; ha inoltre dedotto che la pianificazione urbanistica generale in corso, comprensiva della disciplina delle zone bianche, costituisse la sede naturale per la riclassificazione. Infine, ha eccepito l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, richiamando una nota del 29 maggio 2026. I ricorrenti hanno replicato che tale nota fosse meramente soprassessoria e non conclusiva.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha qualificato come meramente soprassessoria la nota del 29 maggio 2026, poiché si limitava a comunicare la pendenza e l’imminente completamento del procedimento di redazione del PUG, senza definire l’istanza dei ricorrenti. Nel merito, ha ritenuto espropriativa la destinazione a spazi pubblici attrezzati a parco, gioco e sport, in quanto idonea alla realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione soggettivamente pubblica e utilizzabili dall’ente pubblico di riferimento, non dal mercato privato. Il vincolo, imposto dal PRG approvato nel 2003, è stato quindi ritenuto decaduto per la scadenza del termine quinquennale previsto per i vincoli preordinati all’esproprio. La decadenza ha determinato un vuoto di disciplina urbanistica che il Comune è tenuto a colmare senza poter rinviare la decisione al completamento della pianificazione generale in corso. È stato pertanto accertato l’obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi espressamente sull’istanza di riclassificazione entro 120 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il TAR ha precisato che resta riservata alla discrezionalità comunale la scelta della nuova destinazione urbanistica, purché coerente con la disciplina generale e con il corretto e armonico utilizzo del territorio. Per l’eventuale persistente inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il commissario regionale già incaricato della redazione del PUG, anch’egli con termine di 120 giorni. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone all’amministrazione di concludere con un provvedimento espresso il procedimento conseguente a un’istanza qualificata, quando sussiste uno specifico obbligo di provvedere.

  • art. 9 d.P.R. 327/2001

    Prevede la durata quinquennale del vincolo preordinato all’esproprio; decorso tale termine senza espropriazione o legittimo rinnovo, il vincolo decade.

  • art. 36 l.r. 7/2002

    È richiamato quale disposizione regionale di recepimento in Sicilia dell’art. 9 d.P.R. 327/2001.

  • art. 26 l.r. 19/2020

    È indicato dai ricorrenti quale riferimento regionale dell’obbligo di definizione del procedimento di riclassificazione urbanistica.

Massime di principio

  • La destinazione urbanistica di un’area a spazi pubblici attrezzati, parchi, parcheggi, strade o strutture pubbliche per l’istruzione ha natura espropriativa quando consente la realizzazione di opere destinate esclusivamente alla fruizione pubblica e non suscettibili di essere immesse sul mercato per soddisfare una domanda privata differenziata.
  • Il vincolo preordinato all’esproprio decade allo spirare del termine quinquennale previsto dall’art. 9 d.P.R. 327/2001, se non è intervenuta l’espropriazione o un legittimo rinnovo del vincolo.
  • La decadenza di un vincolo espropriativo determina, nello strumento urbanistico vigente, un vuoto di disciplina che impone al Comune di provvedere alla nuova determinazione della destinazione urbanistica dell’area, senza poter rinviare indefinitamente la decisione al completamento di una futura pianificazione generale.
  • La pendenza di un procedimento di redazione o approvazione di un nuovo strumento urbanistico non esclude l’obbligo immediato di provvedere sulla domanda di riclassificazione conseguente alla decadenza del vincolo espropriativo.
  • L’obbligo del Comune di provvedere alla riclassificazione non comporta il diritto del proprietario a una specifica destinazione urbanistica: la scelta della destinazione più idonea resta rimessa alla discrezionalità amministrativa, da esercitare in coerenza con la disciplina complessiva e con il corretto e armonico utilizzo del territorio.

Come è indicizzato

MaterieVincoli urbanisticiTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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