Cassazione Penale, Sentenza n. 7551/2022 del 02/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma di condanna per il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), sostenendo che la Corte territoriale ha errato nel ritenere provata la sostituzione e il relativo fine di ottenere un ingiusto vantaggio. In particolare: la dipendente postale di Litta Parodi non raccolse generalità del presentatore e indicò il titolare della carta (non una sostituzione); mancò prova che il presunto complice si fosse "sostituito" al Ticozzelli o che il ricorrente fosse consapevole dell'inesistenza del versamento; inoltre si censura la carenza motivazionale rispetto agli elementi oggettivi e soggettivi del reato (in particolare l'elemento volitivo dell'ingiusto profitto).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione della Corte di appello carente e meramente apparente. Ha rilevato aporie logiche nella valutazione probatoria e nella ricostruzione degli elementi essenziali del reato: mancata adeguata considerazione della plausibile versione difensiva (accordo di pagamento tra debitore e Ticozzelli), mancata dimostrazione che il presunto complice si sia realmente "sostituito" e che l'imputato fosse consapevole dell'inesistenza del versamento con intento di conseguire un vantaggio illecito. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Torino, precisando che il reato non risulta prescritto allo stato per effetto di recidiva e sospensioni del termine.
Norme richiamate
art. 494 cod. pen. (sostituzione di persona)
La Corte ha ritenuto che non fosse stata adeguatamente dimostrata la sussistenza degli elementi del delitto: l'elemento oggettivo (la condotta di sostituzione effettiva al titolare) e l'elemento soggettivo (la consapevolezza e la volontà di conseguire un ingiusto vantaggio). Perciò la fattispecie non è stata sufficientemente provata
prescrizione del reato (regole generali sulla prescrizione e sue sospensioni/effetti della recidiva)
La Corte ha rilevato che il reato non è allo stato prescritto in ragione della recidiva e dei periodi di sospensione del termine di prescrizione, anche se ha comunque annullato la sentenza per vizio di motivazione e disposto il rinvio
Massime di principio
- Per configurare la sostituzione di persona è necessario provare sia l'elemento oggettivo (che un terzo si sia effettivamente sostituito al titolare, fornendo dati o comportamenti che inducono in errore l'ente) sia l'elemento soggettivo (la consapevolezza e la volontà di trarre un ingiusto vantaggio).
- La semplice indicazione del beneficiario di un versamento non equivale automaticamente a una sostituzione di persona: va accertato se l'operatore ha registrato false generalità o se ha ricevuto dati tali da far ritenere che chi agiva fosse il titolare.
- La giudice deve valutare coerentemente e argomentare perché ritiene inattendibile la versione difensiva: motivazioni vaghe o apparenti possono portare alla cassazione per vizio di motivazione.
- La prova del dolo di conseguire un profitto illecito richiede elementi che dimostrino la conoscenza dell'inesistenza del versamento o l'accordo fraudolento tra i concorrenti; l'esposizione volontaria del titolare al prelievo, da sola, può non essere sufficiente a dimostrare il dolo.
- In presenza di decisioni contrastanti o di testimonianze non univoche (es. riconoscimenti incerti), il dubbio deve essere risolto a favore dell'imputato; il giudice d'appello deve spiegare perché ritiene più credibile la versione accusatoria.
- La prescrizione va valutata tenendo conto di recidiva e sospensioni del termine; tuttavia la questione della prescrizione non esclude la necessità di una motivazione sufficiente sui fatti e sugli elementi del reato.
- In casi simili è utile che la difesa produca elementi documentali e cronologici (es. comunicazioni, rapporti di debito/credito, dichiarazioni che mostrino l'esistenza di un credito) per sostenere una versione alternativa non fraudolenta.
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