Salta al contenuto
Circolare

Circolare numero 238 del 24-11-1997

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce le modalità operative per la predisposizione dei piani di vigilanza e per il successivo monitoraggio dei risultati, in attuazione degli indirizzi del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza. Il budget deve essere costruito sulla base delle aree di rischio e dei settori più esposti a evasione, con particolare attenzione al lavoro nero e alle aziende sconosciute all'Istituto. Vengono disciplinati l'uso degli indicatori e delle banche dati disponibili, il ruolo degli osservatori regionali e dei gruppi di monitoraggio, nonché la trasmissione di relazioni trimestrali con specifici contenuti e scadenze.

Linee procedurali per la formulazione e il controllo dei piani di vigilanza e budget

Linee procedurali per la formulazione e il controllo dei piani di vigilanza e budget

La circolare definisce un nuovo assetto operativo per la vigilanza ispettiva, coerente con gli indirizzi del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza. L'obiettivo è trasformare il budget in uno strumento di programmazione e verifica dell'attività di controllo, fondato sull'individuazione delle aree di rischio, sull'assegnazione di responsabilità e su un monitoraggio periodico dei risultati.

Presupposti e finalità della ridefinizione

L'evoluzione dell'attività di vigilanza e del contesto economico in cui essa si svolge ha reso necessario ridisegnare le linee funzionali già comunicate agli Organi dell'Istituto con il documento n. 2975 del 10/1/1997. In attuazione della delibera n. 8 del 27/5/1997 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, la Direzione Generale è stata impegnata a predisporre un piano organico di ridefinizione delle procedure di formazione e gestione del budget.

Il budget viene inteso come metodo per passare dal bilancio preventivo dell'Istituto a un programma globale di controllo ispettivo, con:

  • individuazione di centri di responsabilità;
  • selezione delle aree e dei settori a rischio;
  • programmazione degli interventi secondo priorità;
  • traduzione delle linee d'azione in termini economici e finanziari;
  • verifica dei risultati mediante relazioni trimestrali delle Sedi Regionali;
  • coinvolgimento dei Comitati Provinciali e Regionali nella valutazione dell'efficacia dei piani territoriali.

Criteri per la predisposizione dei piani di vigilanza

Le Sedi devono attenersi alle linee procedurali indicate per la formulazione dei piani di vigilanza e per il successivo controllo dei risultati. I macroobiettivi fissati dalla Direzione Generale impongono che il budget tenga conto delle aree di rischio presenti nel territorio e dei settori produttivi dove più frequentemente si manifestano fenomeni di evasione, con priorità assoluta al contrasto del lavoro nero e, in particolare, delle aziende e dei lavoratori completamente sconosciuti all'Istituto.

Per la scelta delle aree di intervento, le SAP devono utilizzare:

  • gli indici di rischio del Sistema Integrato dei Controlli Incrociati (SICI);
  • le risultanze dei confronti dei monti retributivi;
  • le liste di scopertura;
  • le utenze provvisorie fornite dall'ENEL per i cantieri edili.

Settore agricolo e contrasto all'evasione contributiva

Per l'area agricola la circolare richiede un'impostazione più ampia dell'attività di controllo. Gli interventi non devono limitarsi al singolo rapporto di lavoro, ma devono riguardare l'azienda nel suo complesso. L'azione ispettiva è finalizzata sia a reprimere i rapporti di lavoro fittizio sia ad aggredire le aree di evasione contributiva.

A tal fine, una volta effettuati gli incroci, devono essere resi disponibili:

  • i risultati dei confronti con gli archivi AIMA e IVA;
  • i risultati del confronto tra fabbisogno di manodopera dichiarato nelle denunce aziendali e versamenti trimestrali effettuati.

Osservatori regionali, partecipazione territoriale e monitoraggio

Le Sedi regionali devono ampliare le competenze degli osservatori regionali istituiti con la circolare n. 98 del 13/5/1996 per le imprese di pulizia e successivamente estesi alle aziende di acquisizione dati, includendo anche altri settori e in particolare il mondo agricolo.

Alla loro attività partecipano, come già previsto dalla citata circolare:

  • le organizzazioni sindacali territoriali;
  • le organizzazioni dei datori di lavoro;
  • personale particolarmente esperto delle Sedi, in particolare Capi degli Uffici Vigilanza e funzionari di vigilanza.

Per mantenere sotto costante controllo i comportamenti contributivi dei settori interessati, devono inoltre essere costituiti gruppi di monitoraggio per la verifica dei risultati, applicando le disposizioni della circolare n. 98/1996 e dei messaggi n. 35480 del 16/7/1996 e n. 24187 del 20/1/1997.

Articolazione temporale e territoriale degli interventi

I piani predisposti devono svilupparsi nel tempo e nello spazio. La programmazione delle indagini deve quindi tenere conto:

  • delle priorità degli interventi;
  • dei periodi in cui l'azione ispettiva può risultare più efficace;
  • delle aree geografiche nelle quali utilizzare o concentrare la forza ispettiva.

La forza ispettiva è considerata una risorsa unica che opera sull'intero territorio regionale, indipendentemente dalla Sede di appartenenza.

Approvazione del budget e controllo dei risultati

Una volta formulato, il budget deve essere sottoposto alla ratifica della Direzione Generale, che verifica la coerenza con gli obiettivi indicati.

Per la fase di monitoraggio, la circolare prevede relazioni trimestrali sulle risultanze dell'attività di vigilanza da parte delle Direzioni Regionali. Gli accertamenti di importo particolarmente rilevante possono essere considerati ai fini del grado di realizzazione del budget solo dopo una valutazione da parte delle stesse Sedi Regionali.

Relazione trimestrale: contenuti e termini

La relazione trimestrale sull'attività svolta nella regione deve essere trasmessa alla Direzione Centrale Vigilanza e Recupero Crediti entro il giorno 10 del mese successivo a ogni trimestre. Essa deve trattare i seguenti aspetti:

  • aree a rischio sottoposte a controllo;
  • utilizzo delle risorse sul territorio;
  • risultati conseguiti;
  • scostamenti rispetto al budget e relative cause;
  • esiti successivi delle ispezioni concluse con addebiti, con riferimento a ricorsi amministrativi e giudiziari, iniziative di recupero e somme riscosse;
  • risultati più significativi della lotta al lavoro nero, con particolare riferimento alle aziende e ai settori in cui il fenomeno risulta più accentuato.

Per l'analisi dei dati, le Sedi Regionali devono avvalersi anche delle statistiche direzionali fornite dalla procedura VG00, con particolare riguardo alle informazioni sul lavoro nero.

Valutazione da parte dei Comitati territoriali

Analoghe relazioni devono essere sottoposte ai Comitati Provinciali e Regionali, affinché possano valutare l'efficacia delle azioni di vigilanza svolte sul territorio. In questo modo il sistema di controllo non si limita alla rilevazione dei risultati, ma consente anche una verifica partecipata dell'efficacia dei piani territoriali di vigilanza.

Punti principali

Finalità della ridefinizione del budget di vigilanza

L'evoluzione dell'attività di vigilanza e del contesto economico ha imposto una revisione delle procedure di formazione e gestione del budget. Il budget è inteso come strumento di programmazione globale del controllo ispettivo, con individuazione di centri di responsabilità e verifica dei risultati.

Criteri per l'individuazione delle aree di intervento

Le Sedi devono orientare i piani di vigilanza sulle aree di rischio e sui settori produttivi maggiormente esposti a evasione, privilegiando il contrasto al lavoro nero e, in particolare, l'individuazione di aziende e lavoratori totalmente sconosciuti all'Istituto. Nella scelta degli interventi vanno utilizzati gli indici di rischio del SICI, i confronti dei monti retributivi, le liste di scopertura e le utenze provvisorie ENEL per i cantieri edili.

Specificità del settore agricolo

Per il settore agricolo gli interventi devono riguardare non solo il singolo rapporto di lavoro ma anche l'azienda nel suo complesso, con l'obiettivo sia di reprimere i rapporti di lavoro fittizio sia di aggredire l'evasione contributiva. I risultati degli incroci con gli archivi AIMA e IVA, oltre al confronto tra fabbisogno di manodopera denunciato e versamenti trimestrali, devono essere resi disponibili ai fini dell'azione di vigilanza.

Osservatori regionali e monitoraggio territoriale

Le Sedi regionali devono ampliare le competenze degli osservatori regionali, già previsti dalla circolare n. 98 del 13/5/1996 per le imprese di pulizia e successivamente estesi alle aziende di acquisizione dati, ad altri settori e in particolare al mondo agricolo. Alla loro attività partecipano le organizzazioni sindacali, le organizzazioni dei datori di lavoro e personale esperto delle Sedi, come i Capi degli Uffici Vigilanza e i funzionari di vigilanza. Vengono inoltre costituiti gruppi di monitoraggio per controllare costantemente i comportamenti contributivi dei settori interessati.

Programmazione temporale e territoriale degli interventi

I piani di vigilanza devono essere articolati nel tempo e nello spazio, programmando le indagini in funzione delle priorità, dei periodi di maggiore efficacia dell'azione ispettiva e delle aree geografiche in cui concentrare la forza ispettiva. Quest'ultima è considerata una risorsa regionale utilizzabile sull'intero territorio regionale, indipendentemente dalla Sede di appartenenza.

Approvazione del budget e controllo dei risultati

Una volta formulato, il budget deve essere sottoposto alla ratifica della Direzione Generale, che ne verifica la coerenza con gli obiettivi indicati. La fase di controllo prevede relazioni trimestrali delle Direzioni Regionali sulle risultanze dell'attività di vigilanza, con particolare attenzione agli accertamenti di importo rilevante, valutabili ai fini del raggiungimento del budget solo previa valutazione da parte delle stesse Sedi Regionali.

Contenuto della relazione trimestrale e scadenza

La relazione trimestrale deve essere trasmessa alla Direzione Centrale Vigilanza e Recupero Crediti entro il giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre. Deve indicare: aree a rischio controllate, uso delle risorse sul territorio, risultati conseguiti, scostamenti dal budget con relative cause, esiti successivi delle ispezioni con addebiti (ricorsi amministrativi e giudiziari, iniziative di recupero, somme riscosse) e risultati più significativi nella lotta al lavoro nero, con riferimento alle aziende e ai settori maggiormente interessati.

Strumenti di analisi e valutazione

Per le analisi richieste le Sedi Regionali devono utilizzare anche le statistiche direzionali della procedura VG00, in particolare quelle sul lavoro nero. Analoghe relazioni devono essere sottoposte ai Comitati Provinciali e Regionali per valutare l'efficacia delle azioni di vigilanza svolte sul territorio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.