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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29517/2025 del 14/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Megna impugnava il rigetto della richiesta di riconoscimento del beneficio relativo al reato continuato, deducendo vizio di motivazione per travisamento della prova. Sosteneva l'esistenza di un medesimo disegno criminoso fra due vicende distanti circa otto mesi: entrambe riguardanti traffico di stupefacenti, con analoga modalità di procacciamento di ingenti quantitativi (ruolo attribuito a Megna in entrambe le vicende), la contiguità spazio-temporale indicata dal fatto che la cocaina sequestrata nei fatti di Trieste era stata ritrovata a Saronno, e quindi la presenza di molteplici indici favorevoli al riconoscimento della continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui non sussisteva unità di disegno criminoso: rilevando l'apprezzabile lasso di tempo tra gli episodi, il diverso contesto geografico (Milano vs Trieste), la diversa tipologia di sostanza (marijuana/hashish vs cocaina), l'assenza di coincidenza soggettiva tra i coimputati e la mancanza di elementi specifici che attestino una preventiva e unitaria programmazione dei reati. La Corte ha ricordato i criteri giurisprudenziali per il riconoscimento del reato continuato e affermato che l'apprezzamento del giudice di merito è insindacabile se sorretto da motivazione adeguata. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • Principio giurisprudenziale sul reato continuato (Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, dep. 16/04/2009, Di Maria)

    Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, dep. 16/04/2009, Di Maria, Rv. 243632

    L'unicità del disegno criminoso richiede un'anticipata e unitaria ideazione delle violazioni, evidente nella mente dell'autore già al momento del primo fatto e desumibile da indici esteriori significativi

  • Principio giurisprudenziale sulla necessità di programmazione non generica (Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015, Bottari)

    Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015, dep. 2016, Bottari, Rv. 267596

    Il giudice non può basarsi su un programma delinquenziale meramente generico: è necessaria l'individuazione, fin dal primo episodio, dei successivi almeno nelle loro connotazioni fondamentali

  • Elenco indicazioni fattuali per unità di disegno (Sez. 5, n. 1766 del 06/07/2015, Esposti e altro)

    Sez. 5, n. 1766 del 06/07/2015 – dep. 18/01/2016, Esposti e altro, Rv. 266413

    La prova del disegno unitario può emergere da elementi quali unitarietà del contesto e della spinta a delinquere, brevità del lasso temporale, identica natura dei reati, analogia del modus operandi e costante compartecipazione dei medesimi soggetti

  • Principio che abitualità non equivale a unità di ideazione (Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010, Marigliano)

    Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010, Marigliano, Rv. 248862

    La ricaduta nel reato e l'abitualità a delinquere non integrano automaticamente l'elemento intellettivo caratteristico del reato continuato

  • Principio delle Sezioni Unite sulla verifica degli indicatori (Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo)

    Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074

    Il riconoscimento della continuazione richiede verifica approfondita di concreti indicatori (omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, e programmazione antecedente al primo reato)

  • Principio di sindacabilità limitata della valutazione di merito (Sez. 7, n. 25908 del 10/03/2022 e altri)

    Sez. 7, n. 25908 del 10/03/2022; Sez. 4, n. 25094 del 13/06/2007; Sez. 4, n. 10366 del 28/05/1990

    L'accertamento degli indici sintomatici dell'unitarietà del disegno criminoso è rimesso all'apprezzamento del giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata e priva di vizi logici

Massime di principio

  • Per riconoscere il reato continuato occorre provare che, al momento del primo reato, l'autore avesse già programmato gli ulteriori reati almeno nelle linee essenziali; la semplice analogia fra reati non basta
  • Gli elementi indiziari rilevanti includono: omogeneità del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, costante compartecipazione delle stesse persone e segni di una programmazione antecedente
  • Un significativo intervallo temporale, la diversa ubicazione geografica, la diversità dei coimputati o delle modalità/materiali (es. diversa sostanza stupefacente) possono escludere l'unità di disegno criminoso in assenza di altri elementi probatori
  • L'abitualità o la reiterazione di reati non sostituiscono l'elemento intellettivo della continuazione: la valutazione è di merito e la Cassazione la sindaca solo se la motivazione è illogica o travisante
  • Chi invoca il riconoscimento della continuazione ha l'onere di fornire elementi concreti e specifici che dimostrino la preventiva programmazione unitaria

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