Cassazione Civile, Sentenza n. 3272/2021 del 10/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La società ricorrente impugnava la determinazione dell'indennità di esproprio contestando: la corretta applicazione del metodo analitico-ricostruttivo (art. 37 T.U. Espropri) per la quantificazione del valore venale dell'area; l'omissione o la mancata autonoma quantificazione di voci di costo rilevanti (aree a standards, imposte dovute dalla persona fisica sull'indennità ex art. 35 T.U. Espropri, oneri di urbanizzazione, spese tecniche e generali, utile d'impresa, ecc.); la correttezza dei calcoli operati dal CTU; e l'illegittima utilizzazione del procedimento di correzione di errori materiali da parte della Corte d'appello per applicare una maggiorazione del 10% dell'indennità ex art. 37, comma 2, T.U. Espropri.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla insufficiente e non corretta applicazione del metodo analitico-ricostruttivo da parte della Corte d'appello, perché il CTU e la decisione non avevano valutato in modo autonomo e comprensivo tutte le voci di costo indicate dalla giurisprudenza (in particolare aree a standards e imposte ex art. 35) né avevano dato adeguata risposta alle critiche specifiche sollevate. Ha inoltre accolto la censura sulla correzione della sentenza: l'ordinanza di correzione della Corte d'appello aveva modificato il contenuto sostanziale della decisione applicando la maggiorazione del 10% e pertanto l'uso del procedimento di correzione era abusivo. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione; le spese del giudizio di legittimità sono poste a carico della parte soccombente.
Norme richiamate
art. 37, d.P.R. n. 327/2001 (T.U. Espropri), comma 2
La maggiorazione del 10% dell'indennità è prevista solo nelle ipotesi normativamente previste (accordo tra le parti, mancato accordo non imputabile all'espropriato, o offerta definitiva significativamente inferiore a quella giudiziale). L'applicazione di tale maggiorazione tramite procedimento di correzione della sentenza è illegittima se la correzione incide sul contenuto giurisdizionale e modifica il giudizio.
art. 37, d.P.R. n. 327/2001 (T.U. Espropri), comma 3
Richiama la regola del calcolo dell'indennità con il metodo analitico-ricostruttivo: la stima del valore di trasformazione deve comprendere tutte le voci di costo concrete e pertinenti per determinare il valore venale.
art. 35, d.P.R. n. 327/2001 (T.U. Espropri)
Richiama l'obbligo di considerare l'incidenza fiscale sulle somme percepite dall'espropriato (imposte correlate all'indennità), che deve essere tenuta in conto nella quantificazione dei costi quando rilevante.
Richiamato in relazione ai motivi di impugnazione per violazione di norme e per insufficiente motivazione nelle sentenze di merito.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Fondamento per il sindacato in Cassazione su violazione di legge e insufficiente motivazione quando il giudice ha recepito una consulenza tecnica d'ufficio senza rispondere puntualmente a critiche specifiche.
art. 287 e art. 288 c.p.c. (correzione di errori materiali e ordinanza di correzione)
Il potere di correzione riguarda errori formali/materiali evidenti; non può essere utilizzato per modificare il contenuto sostanziale della decisione. Se la correzione incide sul merito, la parte può impugnare la sentenza corretta nei termini previsti.
art. 91 e art. 384 c.p.c. (spese di lite)
Richiamati rispetto alla contestazione sulla liquidazione delle spese di lite e al principio di soccombenza; la Corte ha ritenuto assorbite le questioni non decisive dopo l'accoglimento di altri motivi.
art. 111, comma 7 Cost.
Richiamato come principio costituzionale relativo al giusto processo e ai mezzi di impugnazione, connesso alla possibilità di sindacato della decisione da parte della Corte di Cassazione.
Massime di principio
- Quando il giudice di merito aderisce alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio, se sono state sollevate critiche specifiche e circostanziate dai consulenti di parte o dalle difese, il giudice è tenuto a rispondere puntualmente a tali critiche; l'adesione 'per relationem' non esime dalla motivazione sulle critiche decisive.
- Nel metodo analitico-ricostruttivo (valore di trasformazione) vanno considerati e, se rilevanti, quantificati separatamente: volume edificabile attribuito dallo strumento urbanistico, costi di costruzione, oneri di urbanizzazione, imposte correlate all'indennità, spese tecniche e generali, aree a standard (o loro monetizzazione), utile d'impresa e attualizzazione dei ricavi in relazione ai tempi di realizzazione.
- Le voci di costo individuate dalla giurisprudenza devono essere trattate in modo autonomo e non sommarizzate in maniera generica sotto un'unica voce ('spese generali') senza specifica quantificazione, pena l'insufficienza motivazionale.
- La volumetria e i parametri attribuiti dallo strumento urbanistico vigente possono essere presi a base della stima (art. 37 T.U. Espropri) anche se il piano attuativo non era stato concretamente realizzato, purché coerente con la situazione fattuale (es. area spoglia al momento dell'esproprio).
- Il procedimento di correzione di errori materiali non può essere utilizzato per incidere sul merito della decisione: se la correzione modifica il contenuto effettivo della sentenza (es. applica una maggiorazione non fondata nella motivazione), la correzione è abusiva e la parte può impugnare la sentenza corretta.
- La maggiorazione del 10% prevista dall'art. 37, comma 2, T.U. Espropri deve essere riconosciuta solo se ricorrono i presupposti normativi (accordo, mancato accordo non imputabile all'espropriato, offerta significativamente inferiore), e la sua applicazione richiede correttezza procedurale; non è strumento da introdurre tramite semplice correzione formale della sentenza.
- In sede di ricorso per cassazione, per contestare la decisione che si fonda su una CTU, la parte deve aver prodotto in primo grado critiche specifiche e deve riportarle nel ricorso in forma autosufficiente per consentire alla Corte di legittimità di valutarne la rilevanza.
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