Cassazione Penale, Sentenza n. 18594/2024 del 10/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Bari del 18/09/2023 che aveva annullato il decreto di sequestro probatorio del telefono cellulare in uso a Pasqualone, emesso nel contesto di indagini su episodi di corruzione e turbativa d'asta. Il Tribunale aveva ritenuto che il decreto non contenesse una adeguata descrizione dei fatti contestati (indicare solo norme, luogo e data) e che, pur procedendo all'integrazione "in fatto", i fatti così ricostruiti non fossero congruenti con le ipotesi di reato prospettate (mancanza di "fumus commissi delicti"). Inoltre il riesame aveva rilevato una violazione del principio di proporzionalità per la mancata indicazione di criteri selettivi per l'estrazione e conservazione dei dati dal dispositivo.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che il riesame ha correttamente rilevato la radicale carenza motivazionale del decreto di sequestro e che è vietato al giudice del riesame integrare unilateralmente il contenuto del decreto esaminando atti di indagine non conosciuti alla parte al momento del provvedimento (operazione invasiva della prerogativa del PM). Ha altresì ritenuto che la valutazione del "fumus" e della proporzionalità compiuta dal Tribunale rientrasse nell'ambito della sua cognizione e non fosse sindacabile in Cassazione con il mezzo utilizzato, per cui l'ordinanza di annullamento del sequestro rimaneva confermata.
Norme richiamate
Costituzione, art. 42
Richiamata per evidenziare la tutela del diritto di proprietà come limite all'intervento sulla proprietà privata con misure cautelari reali; la proporzionalità del sequestro deve essere motivata anche in relazione a questo principio.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, 1° Protocollo, art. 1
Richiamata insieme all'art. 42 Cost. per sottolineare i limiti costituzionali/eurounitari all'intervento sugli effetti patrimoniali e alle garanzie richieste nella motivazione del sequestro.
Codice di procedura penale, art. 325, comma 1
Richiamato nel quadro della ammissibilità del ricorso per cassazione contro provvedimenti di riesame: la Cassazione può essere investita per specifiche violazioni di legge, non per tutte le questioni di merito.
Codice di procedura penale, art. 606, lett. e)
Distinzione tra mancanza assoluta di motivazione (che dà luogo a ricorso per cassazione) e illogicità manifesta della motivazione, quest'ultima sindacabile con il motivo di merito previsto dalla lett. e) dell'art. 606 c.p.p.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 29939 del 10/05/2023, Biava; Sez. 2, n. 49536 del 22/11/2019, Vallese; Sez. 2, n. 27859 del 30/04/2019, Chianese)
Principi richiamati: non è consentito al giudice del riesame integrare ex post un provvedimento carente di motivazione esaminando atti dell'indagine per "esplicitare" il fatto contestato; il sequestro probatorio richiede una motivazione concreta sulle finalità e sul nesso tra cose sequestrate e reato; orientamenti giurisprudenziali divergenti sono stati valutati e si è preferito l'orientamento che tutela la prerogativa del PM e l'esigenza di motivazione del provvedimento cautelare.
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una descrizione adeguata dei fatti contestati; la mera indicazione della norma violata, luogo e data può essere insufficiente.
- Il giudice del riesame non può colmare una carenza motivazionale del decreto esaminando atti di indagine e "integrando" il contenuto del provvedimento: tale attività invaderebbe la prerogativa investigativa e di accusa del Pubblico ministero.
- In sede di riesame è legittimo valutare il "fumus commissi delicti" e la congruità degli elementi rappresentati, compresa la proporzionalità della misura, ma la Cassazione ha limiti stretti nel sindacare tali valutazioni se non per specifiche violazioni di legge o mancanza assoluta di motivazione.
- La proportionalità del sequestro di dati elettronici impone indicazioni sui criteri selettivi per l'estrazione e la conservazione dei dati; l'assenza di tali criteri può rendere illegittimo il sequestro.
- Per impugnare con successo un provvedimento di riesame in Cassazione è necessario valorizzare profili di violazione di legge o la completa carenza di motivazione; la semplice critica alla valutazione della congruità degli elementi probatori è generalmente insufficiente.
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