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Sentenza

Sentenza n. 3995/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento del provvedimento rubricato al n. 333_SAA_1_86773 del 22 luglio 2022, notificato in data 01 agosto 2022, con cui il Ministero dell'Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale per gli Affari Generali e le Politiche del Personale della Polizia di Stato, Servizio Sovrintendenti, Assistenti ed Agenti, negava sia il reimpiego della ricorrente nel ruolo di appartenenza in mansioni compatibili con la sua capacità lavorativa sia il transito nelle corrispondenti qualifiche dei Ruoli Tecnici della Polizia di Stato, per l'effetto facultandola al solo transito nei ruoli di altre Amministrazioni dello Stato e, per quanto occorrer possa, il parere negativo espresso dalla Commissione Consultiva di cui all'art. 4, D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 nella seduta del 08 giugno 2022 nonché i pareri dell’1 febbraio 2022 e 4 marzo 2022.

Giustizia amministrativa202202827

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento ministeriale che negava il reimpiego nel ruolo di appartenenza in mansioni compatibili e il transito nei ruoli tecnici della Polizia di Stato, consentendo il solo transito nei ruoli di altre amministrazioni statali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva impugnato il provvedimento ministeriale del 22 luglio 2022, notificato il 1° agosto 2022, nonché, per quanto occorresse, il parere negativo della Commissione consultiva prevista dall'art. 4 d.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 e i pareri presupposti. Contestava il diniego del reimpiego nel ruolo di appartenenza in mansioni compatibili con la propria capacità lavorativa e del transito nelle corrispondenti qualifiche dei ruoli tecnici della Polizia di Stato. Il testo della sentenza non esamina i motivi di legittimità dedotti, poiché la definizione nel merito è stata preclusa dalla sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando che, in prossimità dell'udienza, la ricorrente aveva dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio perché, nelle more, con provvedimento del 17 settembre 2025, era stata collocata in quiescenza con diritto a pensione. Il giudice non ha quindi esaminato la legittimità del diniego di reimpiego o di transito nei ruoli tecnici. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 4 d.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737

    La norma è richiamata quale base della Commissione consultiva il cui parere negativo era stato impugnato unitamente al provvedimento ministeriale; la sentenza non ne esamina il contenuto o la portata.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio, sopravviene una circostanza che elimina l'interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La collocazione in quiescenza con diritto a pensione della dipendente che contesta il diniego di reimpiego o di transito in altro ruolo può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, impedendo l'esame del merito della domanda di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàStato giuridico e avanzamento
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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