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Sentenza

Sentenza n. 1255/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 03475/2023,

Giustizia amministrativa202401004

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. VI, che aveva dichiarato irricevibile o inammissibile il ricorso contro l’acquisizione gratuita di un fabbricato abusivo al patrimonio comunale e, per invalidità derivata, contro l’ordinanza di sgombero e il pagamento dell’indennità di occupazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti contestavano la sentenza di primo grado sotto quattro profili: l’erroneità della declaratoria di tardività del ricorso contro l’ordinanza di acquisizione, sostenendo che la consegna dell’atto alla madre della destinataria non fosse sufficiente a dimostrarne la piena conoscenza e che la relativa presunzione operasse soltanto nei rapporti tra coniugi; l’omessa pronuncia sulla dedotta nullità degli atti per impossibilità dell’oggetto, in quanto le opere sarebbero state sottoposte a sequestro; l’omessa valutazione delle censure relative alla non conformità dell’ordinanza di acquisizione al modello legale e al difetto di motivazione; l’omessa pronuncia sui vizi derivati dell’ordinanza di sgombero e dell’ingiunzione di pagamento dell’indennità di occupazione. Il TAR aveva ritenuto il ricorso tardivo per la destinataria dell’ordinanza, consegnata il 18 aprile 2019 presso la sua residenza alla madre, e inammissibile per l’altro appellante, non indicato tra i destinatari dell’atto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello. Ha confermato che l’impugnazione dell’ordinanza di acquisizione era irricevibile per la destinataria, poiché l’atto era stato consegnato alla madre presso l’indirizzo di residenza della destinataria e tale modalità era idonea a fondare una presunzione semplice di conoscenza, secondo il modello dell’art. 139 c.p.c. applicabile quale disciplina completa e garantista delle notificazioni. La destinataria non aveva contestato né la propria residenza presso l’indirizzo della consegna né il rapporto di filiazione, e non aveva allegato circostanze idonee a superare la presunzione di consegna dell’atto. Il giudice ha inoltre rilevato che la declaratoria di inammissibilità per carenza di legittimazione dell’altro appellante, quanto all’ordinanza di acquisizione, non era stata specificamente impugnata ed era quindi coperta da giudicato, pur permanendo la sua legittimazione e il suo interesse a contestare l’ordinanza di sgombero. Una volta confermata l’irricevibilità del ricorso contro l’acquisizione, le ulteriori censure sostanziali e quelle relative all’invalidità derivata dei provvedimenti consequenziali sono state correttamente assorbite; non sussisteva quindi l’omessa pronuncia dedotta. Le spese del giudizio d’appello sono state poste a carico degli appellanti e liquidate in euro 4.000, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 139 c.p.c.

    Il modello di notificazione presso la residenza mediante consegna a una persona di famiglia consente di fondare una presunzione semplice di conoscenza dell’atto da parte del destinatario, anche quando la persona ricevente non sia il coniuge.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla memoria depositata dall’amministrazione resistente.

Massime di principio

  • Per i provvedimenti amministrativi limitativi della sfera giuridica del destinatario, la produzione degli effetti presuppone l’ingresso dell’atto nella sfera di conoscenza del destinatario; salvo i casi in cui la legge imponga forme specifiche, l’amministrazione è soggetta al principio di libertà delle forme nella comunicazione o notificazione.
  • La consegna di un provvedimento amministrativo presso la residenza del destinatario a una persona di famiglia, secondo il modello dell’art. 139 c.p.c., è idonea a fondare una presunzione semplice di conoscenza dell’atto da parte del destinatario, anche quando il ricevente non sia il coniuge.
  • La presunzione di conoscenza derivante dalla consegna dell’atto a una persona di famiglia presso la residenza del destinatario può essere superata soltanto mediante l’allegazione e la prova di circostanze concrete idonee a dimostrare che l’atto non è stato consegnato al destinatario.
  • La mancata specifica impugnazione della statuizione di inammissibilità per carenza di legittimazione determina il passaggio in giudicato di tale statuizione; la permanenza dell’interesse a impugnare altri provvedimenti connessi non riapre la contestazione della legittimazione rispetto all’atto non censurato.
  • Quando l’impugnazione dell’atto presupposto è irricevibile o inammissibile, le censure relative alla sua illegittimità sostanziale e quelle dedotte come invalidità derivata degli atti consequenziali possono essere assorbite, senza che ciò integri omessa pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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