Sentenza n. 842/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione di opere eseguite in difformità dalla DIA e dalla SCIA
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante aveva impugnato la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale recante l'ingiunzione di demolizione delle opere eseguite in difformità dalla DIA del 17 luglio 2012 e dalla successiva SCIA del 26 settembre 2017, riproponendo in appello le censure già disattese dal primo giudice. Nel corso del giudizio, l'appellante ha dichiarato che, a seguito della presentazione di un'istanza di sanatoria e dell'acquisizione dei necessari pareri, il Comune aveva rilasciato l'accertamento di conformità per le opere oggetto dell'ordinanza di demolizione. In ragione di tale sopravvenienza, ha dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione dell'appello e ne ha chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il Comune ha aderito a tale conclusione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito le censure rivolte contro la sentenza di primo grado e l'ordinanza di demolizione. Il rilascio dell'accertamento di conformità e la conseguente dichiarazione dell'appellante di non avere più interesse alla decisione hanno determinato il venir meno dell'interesse alla definizione del giudizio. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio, secondo cui la parte ricorrente può disporre dell'azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione e il giudice, in assenza di una diversa richiesta della controparte, non può decidere d'ufficio il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese del grado sono state integralmente compensate in considerazione delle peculiarità della fattispecie e delle sopravvenienze intervenute.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione, espressamente dichiarata dalla parte ricorrente o appellante, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso o dell'appello.
Massime di principio
- Quando, prima che la causa sia trattenuta in decisione, la parte ricorrente o appellante dichiara espressamente di non avere più interesse alla definizione del giudizio e la controparte non formula una diversa richiesta, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare il merito d'ufficio.
- Nel processo amministrativo il principio dispositivo in senso ampio attribuisce alla parte la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione; il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire né procedere autonomamente alla decisione del merito dopo la rinuncia sostanziale all'esame della controversia.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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