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Ordinanza

Ordinanza n. 89/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'ordinanza prot. n. 0445327/2025 del 16.12.2025, (Pratica amm.va Reg. 3796 – AM), con la quale il Comune di Rimini, ai sensi degli artt. 31 D.P.R. n. 380/2001 e 13 L.R. Emilia- Romagna n. 23/2004, ha ingiunto la demolizione di opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi; - nonché di tutti gli atti preliminari, presupposti, connessi e/o consequenziali, in particolare e per quanto occorrer possa: a) della relazione tecnica prot. n. 27144 del 25.3.2025 richiamata nell’ordinanza; b) della comunicazione prot. n. 112931 del 1.4.2025 di avvio del procedimento; c) della comunicazione di integrazione prot. n. 344203 del 1.10.2025; d) di ogni ulteriore atto, anche interno, presupposto, consequenziale e connesso, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600456

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a varie opere ritenute abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale di demolizione emessa ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 e dell'art. 13 della legge regionale Emilia-Romagna n. 23/2004, deducendo, in particolare, la mancata fiscalizzazione dell'abuso ai sensi dell'art. 34 del testo unico dell'edilizia. Secondo la prospettazione dei ricorrenti, gli uffici comunali avrebbero già accertato, nel 2003, che la demolizione avrebbe pregiudicato le parti conformi dell'immobile. Sono stati inoltre impugnati gli atti presupposti, tra cui la relazione tecnica e le comunicazioni di avvio e integrazione del procedimento. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell'efficacia dell'ordinanza.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Senza pronunciarsi, nella fase cautelare, sulla fondatezza degli ulteriori profili di illegittimità dell'ordinanza, ha ritenuto decisivo che la pretesa alla fiscalizzazione dell'abuso, ove ne ricorrano le condizioni, possa essere fatta valere in sede di esecuzione dell'ordinanza di demolizione. Ne consegue, allo stato, l'assenza di un interesse cautelare concreto alla sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato. Le spese della fase cautelare sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Costituisce la base normativa dell'ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi per opere abusive.

  • art. 34 d.P.R. n. 380/2001

    La richiesta di fiscalizzazione dell'abuso, ove ricorrano le condizioni, può essere fatta valere in sede di esecuzione dell'ordinanza di demolizione.

  • art. 13 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004

    È richiamato quale ulteriore fondamento normativo dell'ordinanza comunale impugnata.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • La pretesa alla fiscalizzazione dell'abuso edilizio, ove ne ricorrano i presupposti, può essere fatta valere in sede di esecuzione dell'ordinanza di demolizione; pertanto, la sua mancata considerazione non determina necessariamente, nella fase cautelare, un interesse concreto e attuale alla sospensione dell'ordinanza.
  • La domanda cautelare deve essere respinta quando la questione dedotta dal ricorrente può trovare tutela nella successiva fase esecutiva e non emerge, allo stato, una necessità concreta di sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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