Sentenza del 23/07/2020 n. 255 - Comm. Trib. Prov. Bologna
TARI - Pretesa pagamento - Immobile utilizzato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la pretesa di pagamento della TARI sostenendo che il semplice possesso o la detenzione dell'immobile non è sufficiente per l'obbligo tributario: è necessario che l'immobile sia effettivamente occupato o utilizzato in modo da richiedere la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Nel caso concreto l'immobile era rimasto inutilizzato per ragioni oggettive legate alla crisi del mercato immobiliare che ne aveva reso impossibile la vendita o la locazione. L'unica utenza elettrica attivata serviva esclusivamente per l'apertura e chiusura della saracinesca per agevolare le visite di potenziali acquirenti o conduttori. Pertanto il ricorrente ha dedotto che non sussisteva uso produttivo dell'immobile tale da giustificare l'imposizione della TARI.
La decisione
Il giudice ha dato ragione al ricorrente, ritenendo che la mera attivazione di una minima utenza elettrica per finalità di accesso e visite non configura di per sé l'utilizzo dell'immobile ai fini della TARI. È stata riconosciuta la natura di presunzione legale relativa della nozione di 'occupazione' su cui può fondarsi l'accertamento comunale, ma anche la possibilità per il contribuente di fornire prove idonee a confutare tale presunzione. Alla luce delle circostanze oggettive (immobile inutilizzato a causa della crisi del mercato immobiliare e consumi elettrici limitati alla saracinesca), il giudice ha ritenuto superata la presunzione e ha accolto il ricorso, escludendo l'obbligo TARI per il periodo contestato.
Norme richiamate
normativa sul tributo comunale sui rifiuti (TARI) e regolamento comunale
La TARI grava sugli immobili effettivamente occupati o utilizzati e richiede l'effettiva produzione di rifiuti; l'applicazione del tributo deve basarsi su elementi che attestino l'uso reale dell'immobile
principio delle presunzioni nel diritto tributario
L'accertamento può fondarsi su una presunzione legale relativa di occupazione/uso (es. presenza di utenze), ma tale presunzione è superabile dal contribuente fornendo prove contrarie; l'onere della prova può gravare su chi agisce in accertamento salvo che il contribuente dimostri l'assenza di utilizzo
Massime di principio
- La TARI è dovuta quando l'immobile è effettivamente occupato o utilizzato e produce rifiuti; il mero possesso o la mera detenzione non basta.
- La presenza di utenze (es. energia elettrica) può costituire indizio di occupazione, ma rappresenta una presunzione relativa che il contribuente può efficacemente contestare con prove specifiche.
- In caso di immobili rimasti vuoti per cause oggettive (es. crisi del mercato immobiliare, impossibilità di locazione/vendita) è opportuno documentare la situazione (comunicazioni di agenzie, assenza di contratti di locazione, registrazioni di consumi minimi) per opporsi alla pretesa TARI.
- La valutazione è fattuale: consumi limitati a dispositivi per sicurezza o per apertura/visita non implicano automaticamente uso produttivo dell'immobile ai fini tributari.
- Chi contesta l'accertamento comunale deve concentrare la prova sulla concreta assenza di utilizzo e sulla natura occasionale/minima delle utenze attive; il Comune potrà fare ulteriori accertamenti, ma non può ritenere inappellabile la presunzione di occupazione.
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