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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1089/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per due motivi: 1) violazione dell'art. 48 D.Lgs. n. 274/2000 per l'omessa declaratoria di incompetenza in favore del Giudice di pace rispetto al reato di lesioni (capo a), stante la mancata operatività della deroga alla competenza del Giudice di pace; 2) illegittimità della pena detentiva inflitta per le lesioni (capo a) in violazione dell'art. 63 D.Lgs. n. 274/2000, che impone l'applicazione delle sanzioni più lievi previste per i reati di competenza del Giudice di pace anche se giudicati da giudice diverso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al reato di lesioni (capo a). Ha annullato senza rinvio le sentenze di merito per quel capo, eliminando la pena relativa (quattro mesi di reclusione come risultante dalla riduzione per il rito) e disponendo la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Udine. Per il reato di minaccia aggravata (capo b) la sentenza è stata confermata e la pena per quel reato è stata rideterminata in venti giorni di reclusione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 274/2000 (Disciplina della competenza per i reati di competenza del Giudice di pace)

    art. 4, art. 6, art. 48, art. 52, art. 63

    La normativa speciale stabilisce che i reati attribuiti al Giudice di pace restano di sua competenza salvo la deroga per il concorso formale di reati; l'art. 63 impone l'applicazione delle pene più lievi previste dal testo normativo anche se il reato è giudicato da giudice diverso

  • Codice penale

    L'art. 81 cod. pen. disciplina il concorso di reati (con un'unica condotta), rilevante per l'eventuale deroga di competenza; l'art. 582 definisce il reato di lesioni personali, richiamato per stabilire la competenza

  • Codice di procedura penale

    Le norme generali di connessione previste dall'art. 12 cod. proc. pen. risultano escluse in favore della disciplina speciale del D.Lgs. 274/2000 con riferimento ai reati di competenza del Giudice di pace

Massime di principio

  • Se sono contestati reati di competenza del Giudice di pace e altri reati giudicati da un giudice superiore, la deroga della competenza al giudice superiore opera solo se sussiste concorso formale (una sola azione/omissione) tra i reati; la mera unicità del disegno criminoso (continuazione) non è sufficiente.
  • Quando la continuità tra reati deriva da una pluralità di azioni pur con un unico disegno criminoso, la competenza per i reati spettanti al Giudice di pace non si trasferisce automaticamente al giudice ordinario e tali reati devono essere proceduti separatamente.
  • Le pene più lievi previste dal D.Lgs. n. 274/2000 per i reati di competenza del Giudice di pace devono essere applicate anche se il reato è giudicato da giudice diverso, ai sensi dell'art. 63: l'inosservanza di tale principio può determinare l'illegittimità della pena.
  • In caso di errata attribuzione di competenza relativa a reati di Giudice di pace, la decisione relativa a quel capo può essere annullata e gli atti devono essere trasmessi all'autorità competente territorialmente (procuratore/tribunale) per i provvedimenti successivi.
  • Nel caso pratico, per valutare la corretta competenza occorre distinguere concretamente unicità di condotta (concorso formale) da unicità del disegno criminoso (continuità); solo la prima giustifica la deroga alla competenza del Giudice di pace.

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