Cassazione Penale, Sentenza n. 45891/2023 del 14/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di violazione di norma processuale e per manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione in ordine alla sussistenza degli elementi costitutivi del reato di evasione. Il ricorrente sosteneva l'insussistenza dell'elemento psicologico (dolo), poiché l'allontanamento dal domicilio sarebbe stato determinato dalla volontà di ottenere un provvedimento di allontanamento dalla convivenza dopo una lite con la madre e non dalla volontà di sottrarsi alla vigilanza.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata evasione ritenendo che per la configurabilità del reato sia sufficiente il dolo generico, ossia la consapevolezza e la volontà di allontanarsi dal luogo di restrizione domiciliare senza autorizzazione. Il fine o il movente dell'azione sono irrilevanti ai fini dell'elemento psicologico. I precedenti giurisprudenziali che escludono la fattispecie quando l'allontanamento si traduce in immediata presentazione alle autorità o in assenza di reale sottrazione alla vigilanza non sono applicabili al caso in esame: qui l'imputato, pur avendo chiamato i carabinieri, si allontanò improvvisamente di circa venti metri mentre gli operanti erano presenti, venendo poi bloccato. Confermata la responsabilità e condanna alle spese processuali a carico del ricorrente.
Norme richiamate
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 36518 del 27/10/2020 (Rodio)
Sez. 6, n. 36518 del 27/10/2020, Rodio
Affermata la sufficienza del dolo generico (consapevolezza e volontà di allontanarsi senza autorizzazione) per la configurabilità del reato di evasione.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 52496 del 03/10/2018 (Natale)
Sez. 6, n. 52496 del 03/10/2018, Natale
Conferma della regola secondo cui il movente non incide sull'elemento psicologico richiesto per il reato di evasione; è sufficiente il dolo generico.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 43791 del 09/10/2013 (Somaio)
Sez. 6, n. 43791 del 09/10/2013, Somaio
Orientamento che esclude la configurabilità del reato nell'ipotesi di volontario allontanamento seguito da immediata presentazione alle autorità, quando non sussista una reale sottrazione alla vigilanza.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 25583 del 05/02/2013 (Giannone)
Sez. 6, n. 25583 del 05/02/2013, Giannone
Analogamente alla Somaio, si rileva che l'assenza di effettiva sottrazione alla vigilanza può portare all'esclusione dell'elemento oggettivo del reato.
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 44595 del 06/10/2015 (Ranieri)
Sez. 6, n. 44595 del 06/10/2015, Ranieri
Evidenziata l'esclusione dell'offensività concreta della condotta quando il detenuto si allontana per farsi trovare fuori dall'abitazione in attesa dei carabinieri, previamente informati, ossia senza sottrazione alla vigilanza.
Massime di principio
- Per il reato di evasione è sufficiente il dolo generico: la mera consapevolezza e volontà di allontanarsi dal domicilio in assenza di autorizzazione integrano l'elemento soggettivo richiesto.
- Il movente o il fine perseguito dall'agente (es. voler evitare la convivenza) è, in linea di massima, irrilevante ai fini della sussistenza del reato; ciò che conta è l'atto volontario di allontanamento e la mancanza di autorizzazione.
- Esistono orientamenti giurisprudenziali che, in casi specifici, escludono la configurabilità del reato quando l'allontanamento non determina reale sottrazione alla vigilanza (per esempio immediata presentazione alle autorità o allontanamento concordato con le forze dell'ordine), ma tali eccezioni richiedono elementi fattuali chiari.
- Nella valutazione devono essere considerati elementi concreti come presenza e reazione delle forze dell'ordine, durata e distanza dell'allontanamento, e manifestazioni di volontà di sottrarsi alla vigilanza; assenza di questi elementi può favorire la tesi difensiva.
- In situazioni di conflitto domestico, l'eventuale esigenza di allontanarsi per ragioni personali non esclude automaticamente la responsabilità per evasione se il comportamento si traduce in un allontanamento volontario non autorizzato che sottrae il detenuto alla vigilanza.
- Indicazioni pratiche: se l'interessato intende non sottrarsi alla vigilanza deve comunicare e collaborare con le forze dell'ordine (es. dichiarare l'intenzione di presentarsi), evitare spostamenti non autorizzati e documentare le ragioni che giustificano eventuali movimenti, per ridurre il rischio di configurazione del reato.
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