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Sentenza

Sentenza n. 10892/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del decreto di rilascio di alloggio erp del 24.4.2025 (pr-OMISSIS-, adottato dall’Ater del Comune di Roma ai sensi del d.P.R. n. 1035/72 e della l.r. Lazio n. 12/99 (alloggio sito in Roma, via -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202507329

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rilascio dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica adottato da Ater il 24 aprile 2025

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (ente gestore ERP)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto con cui Ater le ha intimato il rilascio dell’alloggio ERP stabilmente abitato insieme al proprio nucleo familiare, sostenendo di vantare un diritto al subentro nell’immobile. Ha dedotto la violazione dell’art. 14, comma 1, lett. b), del Regolamento della Regione Lazio n. 2/2000 e dell’art. 11 della l.r. Lazio n. 12/1999, nonché eccesso di potere, travisamento dei fatti, carenza dei presupposti e di motivazione e illogicità manifesta. Ater ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e, nel merito, l’infondatezza del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendo la controversia devoluta al giudice ordinario. La domanda riguarda infatti l’opposizione al rilascio di un alloggio ERP occupato senza titolo e la pretesa al mantenimento della situazione di vantaggio, con conseguente contrapposizione di un diritto soggettivo all’azione esecutiva dell’amministrazione. L’ordine di rilascio è stato qualificato come atto imposto dalla legge, non espressione di discrezionalità amministrativa o di una valutazione concreta del pubblico interesse. La giurisdizione ordinaria sussiste anche quando siano dedotti vizi di legittimità di diffide o ordini di rilascio, potendo il giudice ordinario disapplicare tali atti e verificare le condizioni legali per il rilascio forzato. La controversia non riguardava, invece, un procedimento amministrativo di assegnazione al quale l’occupante avesse partecipato in posizione di interesse legittimo pretensivo. È irrilevante il titolo invocato per il subentro, quale successione, coabitazione familiare o assistenziale, esercizio di fatto delle prerogative del conduttore, pagamento di canoni e utenze o sanatoria: tali pretese sono comunque riconducibili a un diritto soggettivo al mantenimento dell’alloggio. Le spese sono state compensate per la non univocità degli orientamenti giurisprudenziali precedenti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa espletazione delle formalità previste.

  • art. 74 c.p.a.

    È stato richiamato per rinviare alla motivazione e all’orientamento giurisprudenziale già espresso dalla Sezione.

  • d.P.R. n. 1035/1972

    Indicato quale fonte normativa in base alla quale è stato adottato il decreto di rilascio dell’alloggio ERP.

  • art. 11 l.r. Lazio n. 12/1999

    Invocato dalla ricorrente come parametro di legittimità del decreto di rilascio; il TAR non ne ha esaminato il merito per difetto di giurisdizione.

  • art. 14, comma 1, lett. b), Regolamento Regione Lazio n. 2/2000

    Invocato dalla ricorrente in relazione alla pretesa al subentro nell’alloggio; il TAR non ne ha esaminato il merito per difetto di giurisdizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, par. 1, regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi della parte ricorrente.

Massime di principio

  • La controversia proposta da chi si opponga al rilascio di un alloggio di edilizia residenziale pubblica occupato senza titolo appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario quando abbia a oggetto il diritto dell’amministrazione di procedere esecutivamente al rilascio e il diritto soggettivo dell’occupante al mantenimento della situazione di vantaggio.
  • L’ordine di rilascio di un alloggio ERP occupato senza titolo costituisce, di regola, un atto imposto dalla legge e non l’espressione di un potere discrezionale fondato sulla concreta ponderazione dell’interesse pubblico; la relativa controversia non rientra quindi nella giurisdizione amministrativa per il solo fatto che l’atto abbia natura amministrativa.
  • Il giudice ordinario, investito della controversia sul rilascio di un alloggio ERP, può disapplicare gli atti amministrativi presupposti, quali la diffida o l’ordine di sgombero, e verificare direttamente la sussistenza delle condizioni previste dalla legge per procedere al rilascio forzato.
  • La giurisdizione amministrativa sussiste, invece, nelle controversie relative a un procedimento amministrativo di assegnazione dell’alloggio al quale l’interessato abbia partecipato facendo valere un interesse legittimo pretensivo all’inserimento utile in graduatoria; tale situazione è distinta dalla contestazione del rilascio di un immobile già occupato.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione è irrilevante il titolo specifico invocato dall’occupante per giustificare il subentro, inclusi successione, coabitazione familiare o assistenziale, esercizio di fatto delle prerogative del conduttore, pagamento di canoni e utenze o sanatoria, quando la pretesa sostanziale sia comunque diretta al riconoscimento di un diritto soggettivo al mantenimento dell’alloggio.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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