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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33056/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Zavota: ha proposto il ricorso per far valere la remissione della querela da parte di AXA Assicurazioni e chiedere l'estinzione del reato. Silvestro: ha dedotto un unico motivo di violazione di legge sostenendo che la Corte di appello si era sottratta a un doveroso scrutinio del materiale probatorio, senza però indicare gli elementi specifici a supporto della censura.

La decisione

Per Zavota: la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei suoi confronti perché il reato si è estinto per remissione di querela (la querela era stata ritualmente rimessa da AXA tramite procuratore speciale e la remissione era stata accettata dal querelato). Le spese del procedimento restano a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p. Per Silvestro: il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancata specificità e mancanza di correlazione con la sentenza impugnata, ai sensi dell'art. 581 c.p.p.; è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 642 cod. pen.

    Norma incriminatrice del reato per cui erano stati condannati i ricorrenti; contestata in sede di impugnazione come oggetto della sentenza impugnata.

  • art. 152 cod. pen.

    Regola l'estinzione del reato per remissione di querela: la Corte ha ritenuto che, essendo intervenuta e stata accettata la remissione, il reato nei confronti di Zavota si è estinto, imponendo l'annullamento senza rinvio.

  • art. 581, comma 1, lett. d) c.p.p.

    Richiede la specificità dei motivi di ricorso per cassazione; la mancata indicazione degli elementi su cui si fonda la censura ha portato all'inammissibilità del ricorso di Silvestro.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina la declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione; applicata al ricorso di Silvestro.

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    Stabilisce la regola sulla liquidazione delle spese processuali in casi di estinzione del reato per remissione di querela; le spese sono state mantenute a carico del querelato.

  • art. 23, comma 8, D.L. 28 ottobre 2020, n.137

    Richiamato solo in relazione alla trattazione del ricorso secondo le disposizioni emergenziali, ossia svolgimento dell'udienza senza intervento di alcune parti.

  • Giurisprudenza citata (Sez.4, sent. n. 49226 del 19/10/2016, Bestente)

    Riafferma che è ammissibile il ricorso per cassazione proposto al solo fine di introdurre la remissione di querela intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della scadenza del termine per l'impugnazione; la remissione, se valida, estingue il reato.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se intervenuta e validamente accettata prima del termine per impugnare, può essere introdotta con il ricorso per cassazione e determina l'estinzione del reato, con annullamento senza rinvio della sentenza nei confronti del querelato.
  • Il ricorso per cassazione deve rispettare i requisiti di specificità previsti dall'art. 581 c.p.p.; censure generiche e apodittiche, in particolare riguardo a presunte carenze probatorie, sono ritenute inammissibili.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per mancata specificità si applicano le sanzioni processuali: condanna alle spese e, se ricorrono profili di colpa, sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
  • Quando la remissione di querela è provata e accettata, il giudice di legittimità annulla la condanna senza rinvio; la gestione delle spese segue le regole previste dall'art. 340 c.p.p., che possono lasciare le spese a carico del querelato.
  • Per evitare l'inammissibilità in cassazione, il difensore deve indicare esattamente i punti della sentenza criticati e gli elementi di fatto e di diritto posti a base delle censure; non è sufficiente una contestazione generica del 'doveroso scrutinio del materiale probatorio'.

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