Sentenza n. 2629/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza n. 4551/2024 emessa in data 18 ottobre 2024 dal Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per cinque anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente aveva prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici dal 2019/2020 al 2023/2024. Una sentenza del Tribunale di Milano aveva accertato il suo diritto a beneficiare dell'importo di 500 euro per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, condannando il Ministero all'adempimento. Poiché la sentenza non era stata spontaneamente eseguita, la ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare né l'inadempimento né l'avvenuta notificazione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva dato esecuzione alla sentenza del Tribunale di Milano, la quale era passata in giudicato, come risultava dall'attestazione di cancelleria, ed era stata notificata al Ministero il 21 ottobre 2024. Il Collegio ha ritenuto così soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, il quale potrà essere investito direttamente dal creditore dopo la scadenza del termine assegnato e dovrà adempiere entro i successivi sessanta giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari. Non è stato riconosciuto alcun compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015
beneficio economico di euro 500 per ciascun anno scolastico mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto alla docente dalla sentenza del giudice ordinario posta in esecuzione.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La norma consente il giudizio di ottemperanza per conseguire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997
La norma è richiamata quale ulteriore presupposto per l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione di una pronuncia del giudice ordinario.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata all'amministrazione, purché siano soddisfatte le ulteriori condizioni previste dalla disciplina applicabile.
- Accertato l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza del creditore dopo l'inutile scadenza del termine.
- Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del soggetto nominato, non è dovuto un compenso per l'esercizio delle funzioni di commissario ad acta.
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