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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38700/2025 del 01/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado a cinque anni e otto mesi di reclusione e 3.200 euro di multa per due capi di imputazione. Con i primi due motivi ha dedotto vizio di motivazione sulla valutazione del compendio probatorio posto a base dell'affermazione di responsabilità per entrambi i reati, lamentando in sostanza una erronea lettura delle prove. Con il terzo motivo ha censurato la dosimetria della pena e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che il trattamento sanzionatorio fosse eccessivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi integralmente di merito, perché diretti a sollecitare una rivalutazione delle fonti di prova e non a indicare specifici travisamenti rilevanti in sede di legittimità. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondato il terzo motivo, osservando che il diniego delle attenuanti generiche era sorretto da motivazione non illogica, basata sui numerosi precedenti penali e sull'assenza di elementi positivi di valutazione; analogamente, la pena era stata determinata in modo logico, tenendo conto dei precedenti e del fatto che i delitti erano stati commessi durante l'esecuzione di altra pena. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    richiamato quale base normativa del capo 1 contestato, in concorso con la normativa sugli stupefacenti.

  • art. 23, comma 3, l. 110/1975

    richiamato quale norma incriminatrice del capo 1 contestato, relativo a reato in materia di armi.

  • art. 648 c.p.

    richiamato quale norma incriminatrice del capo 2 contestato, relativo a ricettazione.

  • art. 62-bis c.p.

    richiamato implicitamente come base del diniego delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ribadisce che il relativo apprezzamento è insindacabile se sorretto da motivazione non manifestamente illogica.

  • art. 616 c.p.p.

    fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio, né proporre una lettura alternativa delle prove, se non nei limiti del denunciato e specifico travisamento di emergenze processuali.
  • I motivi di ricorso che si risolvono in censure di merito sulla ricostruzione del fatto sono inammissibili quando non individuano puntualmente un errore percettivo o un travisamento rilevante della motivazione di merito.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando sia sorretto da una motivazione non manifestamente illogica e ancorata a elementi negativi specifici, come i precedenti penali e l'assenza di indici favorevoli.
  • La dosimetria della pena è censurabile in cassazione solo se la motivazione è affetta da manifesta illogicità o da violazione dei criteri legali; non basta contrapporre una diversa valutazione di merito.
  • La commissione dei reati durante l'esecuzione di altra pena può essere valorizzata dal giudice di merito ai fini della determinazione del trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccioDetenzione di armiRicettazione
RamiProcesso penaleStupefacentiArmiDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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