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Sentenza

Sentenza del 23/07/2018 n. 2004 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Accertamento - omessa allegazione di atto presupposto - PVC - presunta conoscenza da parte del contribuente - nullità dell'atto - non consegue. Contabilità di impresa - omessa registrazione di operazioni - omessa emissione di scontrini - rilevata divergenza fra importo in scontrino e pagamento mediante POS - presupposti per accertamento induttivo - sono tali.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità dell’avviso di accertamento sostenendo, da un lato, che il processo verbale di constatazione (PVC), quale atto presupposto, non fosse stato allegato e, dall’altro, che non sussistessero i presupposti per procedere a un accertamento induttivo. L’accertamento si fondava su ripetute omesse registrazioni di corrispettivi, omessa emissione di scontrini o ricevute fiscali e divergenze sistematiche tra gli importi risultanti dai documenti fiscali e quelli effettivamente incassati tramite POS.

La decisione

La contestazione è stata respinta. L’omessa allegazione del PVC non ha comportato la nullità dell’avviso, poiché il contribuente aveva dimostrato, attraverso la puntualità delle difese svolte nel ricorso, di conoscere pienamente il contenuto dell’atto asseritamente omesso. È stato inoltre ritenuto legittimo l’accertamento induttivo, giustificato dalle ripetute irregolarità contabili e dal sistematico disallineamento tra corrispettivi documentati e pagamenti tracciati tramite POS.

Norme richiamate

  • Disciplina dell’allegazione degli atti richiamati nell’avviso di accertamento

    La mancata allegazione di un atto presupposto non determina automaticamente la nullità dell’avviso quando il contribuente dimostra di conoscerne concretamente il contenuto e può quindi esercitare pienamente il diritto di difesa.

  • Disciplina dell’accertamento induttivo e delle irregolarità contabili

    L’accertamento induttivo è giustificato quando le omissioni contabili e fiscali sono ripetute e gli elementi disponibili evidenziano una grave inattendibilità della contabilità, come nel caso di corrispettivi non registrati o di divergenze tra scontrini e pagamenti POS.

Massime di principio

  • La mancata allegazione del PVC o di altro atto richiamato non comporta necessariamente l’annullamento dell’avviso: occorre verificare se il contribuente abbia comunque avuto conoscenza effettiva del contenuto dell’atto e abbia potuto difendersi in modo completo.
  • La conoscenza dell’atto presupposto può essere desunta anche dal contenuto del ricorso, quando le difese dimostrano una conoscenza puntuale dei fatti e delle contestazioni contenute nel documento non allegato.
  • Divergenze reiterate tra gli importi incassati tramite POS e quelli risultanti da scontrini, ricevute o registrazioni contabili possono costituire elementi sufficienti per mettere in dubbio l’attendibilità della contabilità.
  • L’accertamento induttivo può essere ritenuto legittimo quando le irregolarità non sono isolate, ma evidenziano un comportamento sistematico di omessa registrazione dei ricavi o di mancata emissione dei documenti fiscali.
  • In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe contestare specificamente sia la propria effettiva conoscenza dell’atto presupposto sia la concretezza, gravità e ripetitività degli elementi utilizzati dall’Amministrazione per superare la contabilità.

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