Sentenza del 23/07/2018 n. 152 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia
Testo non disponibile
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Le società hanno impugnato avvisi di accertamento relativi a IRES, IRAP e IVA per gli anni 2006-2008, contestando il recupero a tassazione di costi e la negata detrazione dell'IVA. In particolare, sostenevano l'effettività, l'inerenza e la documentazione delle consulenze commerciali, dei servizi di supporto direzionale, marketing e sviluppo della clientela, nonché degli ulteriori costi dedotti e delle fatture ricevute. In via preliminare lamentavano anche la tardività degli avvisi e la violazione del legittimo affidamento, poiché negli esercizi precedenti l'Ufficio non aveva contestato fattispecie analoghe. L'Agenzia sosteneva invece che i costi fossero privi di adeguata prova, non inerenti o imputati a esercizi errati, e che mancassero i presupposti per la detrazione dell'IVA.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale di Trieste ha rigettato l'appello principale dell'Agenzia delle Entrate e accolto parzialmente l'appello incidentale delle società. Ha confermato la deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA relativi ai servizi di supporto direzionale, gestione, sviluppo commerciale, ricerca di clienti e organizzazione della rete commerciale, ritenendo provate l'effettività e l'inerenza delle prestazioni tramite contratti, rapportini, email e risultati aziendali. Ha invece confermato il recupero di euro 13.668,22 per sopravvenienze passive, euro 8.160 per spese indicate come acconti e non riferite con certezza all'esercizio contestato, nonché euro 87.135,67 per perdita su crediti, poiché il requisito della certezza si era formato solo successivamente. Ha inoltre escluso la violazione del legittimo affidamento e ha riconosciuto, per omissione della sentenza di primo grado, ulteriori annullamenti relativi a specifici rilievi IVA del 2006 e 2007. Le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Art. 109 TUIR
La deduzione dei componenti negativi richiede, tra l'altro, l'inerenza e la corretta imputazione temporale del costo. L'inerenza è stata interpretata in senso qualitativo come riferibilità del costo all'attività d'impresa, anche indiretta o potenziale, senza coincidere necessariamente con l'utilità concreta, la congruità o la convenienza economica.
Art. 19 del D.P.R. n. 633/1972
La detrazione dell'IVA presuppone che l'operazione sia effettiva e inerente all'attività d'impresa. Il contribuente deve fornire elementi idonei a dimostrare l'esistenza, la reale esecuzione e il collegamento delle prestazioni con l'attività economica.
Art. 10, comma 1, Legge n. 212/2000, Statuto dei diritti del contribuente
Il principio di tutela dell'affidamento e della buona fede non impedisce all'Amministrazione finanziaria di modificare il proprio orientamento quando gli accertamenti precedenti riguardavano questioni diverse e non avevano creato un affidamento qualificato su una specifica fattispecie.
Art. 101, comma 5, TUIR
La deduzione delle perdite su crediti richiede la sussistenza di elementi certi e precisi. Nel caso esaminato, la perdita non era deducibile nell'esercizio dichiarato perché la certezza dell'inesigibilità si era concretizzata solo dopo l'escussione della garanzia bancaria e la verifica dell'impossibilità di recupero.
Ordinanza della Corte di Cassazione, sezione tributaria, n. 450 dell'11 gennaio 2018
L'inerenza consiste nella riferibilità del costo all'attività d'impresa, anche in via indiretta o in prospettiva futura. Essa va distinta dai giudizi quantitativi di utilità, vantaggio e congruità, pur potendo la sproporzione costituire un indice della mancanza di inerenza.
Massime di principio
- Per dedurre un costo e detrarre la relativa IVA non è sempre necessario dimostrare un vantaggio economico immediato o un incremento certo dei ricavi: è sufficiente provare un collegamento funzionale, anche indiretto o potenziale, con l'attività d'impresa.
- La prova dell'effettività e dell'inerenza deve essere concreta e coerente: contratti, fatture dettagliate, rapportini, email, documentazione dell'attività svolta e risultati aziendali possono concorrere a dimostrare la reale esecuzione delle prestazioni.
- La mera esistenza di un contratto o di una fattura non è normalmente sufficiente se non consente di individuare la prestazione effettivamente resa e il suo collegamento con l'impresa.
- La congruità o l'elevato importo del costo non coincidono automaticamente con la mancanza di inerenza; tuttavia, una spesa sproporzionata o anomala può costituire un elemento indiziario che il contribuente deve spiegare.
- La deduzione deve rispettare il principio di competenza: costi qualificati come acconti, canoni riferiti ad anni precedenti o componenti privi di una chiara imputazione temporale possono essere recuperati a tassazione.
- Le sopravvenienze passive e le perdite su crediti richiedono documentazione idonea e, per queste ultime, la certezza e precisione della perdita devono sussistere nell'esercizio in cui viene effettuata la deduzione.
- Il fatto che l'Amministrazione non abbia contestato una fattispecie in anni precedenti non impedisce automaticamente un successivo accertamento: il legittimo affidamento opera solo quando esista un comportamento amministrativo specifico, coerente e idoneo a generare un affidamento qualificato.
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