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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36497/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce dall'impugnazione di un preavviso di fermo amministrativo, ritenuto dal giudice di merito legittimo perché fondato su cartelle di pagamento asseritamente ritualmente notificate. La Commissione tributaria regionale aveva rigettato l'appello del contribuente confermando la decisione di primo grado. In cassazione il contribuente ha proposto nove motivi di ricorso, ma prima della decisione ha depositato memorie con documentazione sostenendo che le cartelle presupposte fossero state definite ai sensi del d.l. n. 119 del 2018: per alcuni carichi sarebbe intervenuto l'annullamento automatico dei ruoli di importo inferiore a 1.000 euro (art. 4), per un'altra cartella la definizione agevolata (art. 3), producendo la comunicazione dell'agente della riscossione e la prova dei pagamenti rateali effettuati. Ha quindi chiesto dichiararsi cessata la materia del contendere. I resistenti hanno contrastato il ricorso con controricorso; il Comune intimato non ha svolto difese.

La decisione

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere. Ha ritenuto che la definizione agevolata dei crediti tributari iscritti a ruolo, se accompagnata dal rispetto delle condizioni previste, determini l'estinzione del processo ai sensi dell'art. 46 del d.lgs. n. 546 del 1992. Inoltre, quanto all'annullamento dei carichi di importo inferiore a 1.000 euro, la richiesta del ricorrente è stata letta come sopravvenuto difetto di interesse al ricorso, interesse che deve permanere fino alla decisione. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate per la sopravvenienza che ha determinato l'esito. La Corte ha anche escluso il versamento dell'ulteriore contributo unificato, osservando che tale misura si applica solo nei casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 546 del 1992, art. 46

    La definizione agevolata dei crediti tributari iscritti a ruolo, quando ne ricorrano le condizioni, comporta l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

  • d.l. n. 119 del 2018, art. 4, conv. in l. n. 136 del 2018

    L'annullamento dei carichi iscritti a ruolo di importo inferiore a 1.000 euro è idoneo a far venire meno l'interesse al ricorso.

  • d.l. n. 119 del 2018, art. 3, conv. in l. n. 136 del 2018

    La definizione agevolata dei carichi relativi alla cartella indicata determina una sopravvenienza incompatibile con la prosecuzione del giudizio.

  • d.p.r. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    L'ulteriore importo a titolo di contributo unificato non è dovuto nei casi diversi da rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • La definizione agevolata dei carichi tributari iscritti a ruolo, ove perfezionata e provata nel giudizio, determina la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del processo.
  • L'annullamento sopravvenuto dei carichi oggetto di impugnazione può essere letto come sopravvenuto difetto di interesse al ricorso, poiché l'interesse ad agire deve persistere fino alla decisione.
  • La dichiarazione di adesione alla procedura di definizione agevolata, con l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti sui relativi carichi, può integrare una rinuncia inequivoca all'impugnazione.
  • L'ulteriore contributo unificato non può essere richiesto oltre i casi tipici espressamente previsti dalla legge, trattandosi di misura eccezionale e lato sensu sanzionatoria.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoPrescrizione

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