Sentenza n. 3147/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'annullamento a) della Determinazione Dirigenziale n. 843 del 13 dicembre 2023, con la quale la Camera di Commercio di Caserta, in persona del Segretario Generale - Responsabile del procedimento ha escluso l'Associazione ricorrente dalla procedura di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Caserta per il quinquennio 2024-2029 – “settore Trasporto”, unitamente alla nota prot. 005560/U del 14 dicembre 2023, con la quale è stata resa nota la Determina; b) di ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso e consequenziale, se e in quanto lesivo degli interessi della ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: esclusione dalla procedura di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Caserta per il quinquennio 2024-2029, settore Trasporto, e relativa comunicazione
Esito
Favorevole al resistente (camera di commercio)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'associazione ha impugnato la determinazione dirigenziale con cui è stata esclusa dalla procedura di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Caserta, contestando la ricorrenza dei presupposti dell'esclusione e deducendo plurimi profili di violazione di legge ed eccesso di potere. La domanda cautelare è stata respinta con ordinanza del 15 marzo 2024 n. 532. Prima dell'udienza pubblica, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla coltivazione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i vizi dedotti. Ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo che governa il processo amministrativo, la dichiarazione della parte di non avere più interesse alla pronuncia impedisca al giudice di decidere d'ufficio la controversia o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Il giudice deve quindi adottare una pronuncia conforme alla dichiarazione espressa. Le spese sono state compensate tra le parti costituite; nulla è stato disposto nei confronti della controinteressata non costituita.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro processuale della decisione.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando non sussistano ragioni per una diversa pronuncia prevista dalla legge.
- Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di procedere d'ufficio all'esame del merito o di sostituirsi alla parte nella valutazione della persistenza dell'interesse ad agire; il giudice deve conformarsi alla dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non equivale a una rinuncia al ricorso e conduce a una pronuncia processuale di improcedibilità, senza decisione sui vizi di legittimità dedotti.
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