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Sentenza

Sentenza n. 4727/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Campania – U.O.D. Energia, Efficientamento e Risparmio Energetico, Green Economy e Bio Economia – sull’istanza e sulla successiva diffida del ricorrente del 27.12.2025 , volte ad ottenere l’emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo dell’indennità di esproprio relativa al deposito n. 1315741.

Giustizia amministrativa202600874

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull’istanza e sulla diffida volte a ottenere il decreto di autorizzazione allo svincolo dell’indennità di esproprio relativa al deposito n. 1315741

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di fondi interessati dalla procedura di espropriazione per pubblica utilità promossa per la realizzazione di un parco eolico, ha chiesto alla Regione Campania l’emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo dell’indennità depositata presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’istanza di svincolo, presentata il 29 ottobre 2025, e la successiva diffida del 27 dicembre 2025 sono rimaste senza riscontro, sicché è stata proposta azione avverso il silenzio, con contestuale domanda risarcitoria per il ritardo. Nel corso del giudizio la Regione ha adottato il provvedimento di svincolo, depositato dal ricorrente il 19 giugno 2026. La Regione ha sostenuto che il ritardo fosse imputabile al Comune competente, che aveva tardivamente rilasciato i certificati di destinazione urbanistica necessari allo svincolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché nel corso del giudizio è stato adottato il provvedimento richiesto, sebbene tardivamente. Ai fini delle spese, il giudice ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo che la Regione fosse l’autorità competente all’adozione del provvedimento finale e che lo avesse adottato oltre il termine di legge. Il ritardo del Comune è stato considerato una causa meramente remota e interna ai rapporti tra amministrazioni, qualificata come responsabilità “di rimbalzo”, eventualmente rilevante per una rivalsa o per il risarcimento del danno indotto, ma non idonea a escludere la soccombenza processuale della Regione nei confronti del ricorrente. La Regione è stata condannata al pagamento di € 1.000,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto, viene meno l’oggetto della controversia e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, rileva l’amministrazione competente all’adozione del provvedimento finale, anche se il ritardo è stato materialmente determinato dalla tardiva trasmissione di atti o certificazioni da parte di un’altra amministrazione.
  • Il ritardo di un’amministrazione diversa da quella competente a provvedere può costituire, nei rapporti interni tra enti, una causa remota o fonte di responsabilità per danno indotto, ma non esclude la soccombenza virtuale dell’amministrazione competente che abbia adottato tardivamente il provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoSopravvenuta carenza di interesse

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