Sentenza n. 3408/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’esecuzione della sentenza n. 703/2025 del 31 marzo 2025 del Tribunale di Nola, sezione lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Nola, sezione lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di 1.000 euro mediante emissione di buono elettronico della carta del docente, oltre accessori e spese
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza assumendo il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Nola, sezione lavoro, e denunciandone la mancata esecuzione da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ha chiesto che fosse ordinata all'amministrazione l'esecuzione del giudicato entro un termine, con nomina, in caso di ulteriore inerzia, di un commissario ad acta e condanna al pagamento di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo provata l'inottemperanza e rilevando che il Ministero, pur costituito, non aveva fornito elementi ostativi, essendosi limitato a una costituzione di stile. Ha ordinato al Ministero di eseguire la sentenza del Tribunale di Nola entro sessanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni per compiere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della condanna alle spese. Ha inoltre accolto la domanda di penalità di mora, condannando il Ministero al pagamento di una somma pari agli interessi legali sull'importo dovuto, decorrenti dalla comunicazione della sentenza fino all'effettivo adempimento. Le spese, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge, sono state poste a carico del Ministero.
Norme richiamate
art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato
Nel giudizio di ottemperanza il giudice può imporre, su richiesta della parte, una penalità di mora per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato; nelle controversie aventi a oggetto il pagamento di somme di denaro, la penalità decorre dalla comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento e può essere determinata in misura pari agli interessi legali quando tale misura non è manifestamente iniqua.
art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6
Individuazione della struttura ministeriale cui appartiene il funzionario nominato commissario ad acta, ossia il Responsabile della DGOSV presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Massime di principio
- Quando l'amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato che impone il pagamento di una somma o l'adozione di atti esecutivi, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'adempimento entro un termine e, per l'eventuale ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta con potere sostitutivo e facoltà di delega nei limiti stabiliti dalla pronuncia.
- La costituzione dell'amministrazione mediante un atto di stile, senza allegazione di elementi ostativi né prova dell'avvenuta esecuzione, non impedisce l'accoglimento della domanda di ottemperanza quando l'inadempimento del giudicato risulta non contestato.
- Su richiesta della parte, nel giudizio di ottemperanza relativo al pagamento di somme di denaro può essere applicata una penalità di mora pari agli interessi legali sull'importo dovuto, decorrente dalla comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento e fino all'effettivo adempimento.
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