Sentenza n. 2794/2026 - Palermo, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: bando e atti della procedura concorsuale AFAM 007 per la copertura di un posto di docente di Violoncello, in particolare il decreto di approvazione della graduatoria definitiva e di dichiarazione della vincitrice
Esito
Favorevole al resistente (conservatorio)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha impugnato il bando e gli atti della procedura bandita dal Conservatorio nel giugno 2025 per un posto di docente di Violoncello, conclusasi con la dichiarazione della vincitrice. Con il primo motivo ha dedotto la violazione del d.P.R. 83/2024 e lo sviamento, sostenendo che la selezione fosse stata disciplinata dal d.m. 180/2023, ormai superato, anziché dai requisiti di accesso più stringenti introdotti dal nuovo regolamento, applicabili, secondo il Ministero, anche ai concorsi banditi entro il mese di giugno dell’anno accademico precedente. Con il secondo motivo ha denunciato la violazione dei principi di imparzialità e correttezza e un conflitto di interessi, poiché la vincitrice è figlia del Direttore del Conservatorio, e ha sostenuto che la candidata avrebbe dovuto astenersi o essere esclusa ai sensi dell’art. 17, comma 23, del d.P.R. 83/2024. Il Ministero ha inoltre affermato il proprio interesse a ricorrere per la tutela del corretto reclutamento, della programmazione delle assunzioni e delle risorse pubbliche. La controinteressata ha eccepito la tardività dell’impugnazione del bando, ritenuto immediatamente lesivo, e il difetto di interesse. In corso di causa il Conservatorio ha annullato in autotutela tutti gli atti della selezione e il contratto stipulato con la vincitrice; il Ministero ha tuttavia dichiarato di mantenere interesse alla decisione anche perché tali atti di autotutela erano stati impugnati dalla controinteressata.
La decisione
Il TAR ha dichiarato irricevibile il primo motivo e improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso per il resto. Il motivo relativo all’applicabilità del d.P.R. 83/2024 era tardivo: il Ministero prospettava la lex specialis come immediatamente lesiva e avrebbe quindi dovuto impugnare il bando entro il termine decadenziale dalla sua adozione, avvenuta l’11 giugno 2025; il ricorso è stato notificato il 14 novembre 2025. Quanto alle ulteriori censure, il Conservatorio aveva annullato in autotutela tutti gli atti della procedura e il Ministero non aveva proposto domanda risarcitoria; non residuava pertanto un interesse attuale all’accertamento dell’illegittimità. La sentenza non ha deciso nel merito la censura sul conflitto di interessi e sull’esclusione della vincitrice. Spese integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 17, comma 23, d.P.R. 83/2024
la candidata vincitrice della selezione avrebbe dovuto astenersi dal parteciparvi e che, in ogni caso, avrebbe dovuto essere esclusa in ragione dello strettissimo vincolo di parentela con il Direttore del Conservatorio, e dell’espresso divieto di cui all’art. 17, comma 23, del predetto D.P.R. n. 83/2024.
La disposizione è stata invocata dal Ministero per sostenere che il legame di parentela con il Direttore del Conservatorio comportasse l’astensione o l’esclusione della candidata; il TAR non ha esaminato nel merito tale censura.
Massime di principio
- Quando il ricorrente prospetta che una clausola del bando sia immediatamente lesiva, deve impugnare la lex specialis entro il termine decadenziale decorrente dalla sua conoscenza; l’impugnazione successiva degli atti conclusivi della procedura non consente di recuperare la tardività della contestazione diretta contro il bando.
- L’annullamento in autotutela degli atti impugnati determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di annullamento quando il ricorrente non abbia proposto una domanda risarcitoria e non alleghi un’altra utilità concreta conseguibile dalla pronuncia.
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