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Ordinanza

Ordinanza n. 86/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del provvedimento recante prot. n. -OMISSIS- del 31.01.2026 della Direzione Territoriale Calabria dell’ADM – Agenzia per le Dogane ed i Monopoli, notificato il 9 febbraio 2026;

Giustizia amministrativa202600154

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli recante la chiusura dell'esercizio per otto giorni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità amministrativa)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli notificato il 9 febbraio 2026. Sono stati dedotti vizi procedimentali, con particolare riferimento alla violazione dell'art. 40 sexies del d.lgs. 504/1995, nonché vizi sostanziali consistenti in carenza di istruttoria e difetto di motivazione. La ricorrente ha inoltre allegato un pregiudizio grave e irreparabile, prospettando anche danni riferiti a soggetti terzi.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris e del periculum in mora. Quanto ai vizi procedimentali, ha rilevato che la violazione dell'art. 40 sexies del d.lgs. 504/1995 era stata contestata nel verbale di accesso e constatazione dell'illecito del 16 ottobre 2025, sottoscritto dal rappresentante dell'impresa. Quanto alla carenza di istruttoria e al difetto di motivazione, il verbale, richiamato nel provvedimento finale, conteneva l'elenco dei prodotti sequestrati, distinti per marca e quantità, comprendenti sigarette, trinciati, sigari, sigarini e tabacco senza combustione. Il pregiudizio grave e irreparabile è stato ritenuto generico e comunque non adeguatamente dimostrato; il provvedimento aveva una durata limitata a otto giorni e parte delle conseguenze dedotte riguardava soggetti terzi. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 40 sexies d.lgs. 504/1995

    La contestazione della violazione nel verbale di accesso e constatazione dell'illecito è stata ritenuta sufficiente a escludere, in sede cautelare, la fondatezza del vizio procedimentale dedotto.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata alla luce dei presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris è escluso quando la violazione procedimentale risulta contestata in un verbale di accesso e constatazione dell'illecito sottoscritto dall'interessato, secondo quanto emerge dagli atti esaminati dal giudice.
  • Il richiamo, nel provvedimento finale, a un verbale che contiene l'elenco analitico dei beni sequestrati, distinti per tipologia, marca e quantità, può escludere, in sede cautelare, la sussistenza di carenza istruttoria e difetto di motivazione.
  • Il periculum in mora non è dimostrato da allegazioni generiche né dalla prospettazione di danni riferibili a soggetti terzi; la limitata durata temporale della chiusura dell'esercizio costituisce elemento rilevante nella valutazione del carattere grave e irreparabile del pregiudizio.

Come è indicizzato

MaterieSanzioni amministrative pecuniarieInvalidità del provvedimentoTutela cautelare
RamiAutorità indipendenti e regolazioneProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneOnere della prova e principio dispositivo

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