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Sentenza

Sentenza n. 345/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento in data 10.4.2025 portante la revoca del nulla osta all’assunzione ai sensi del d.p.c.m. 27.9.2023, concernente la programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari per il triennio 2023-2025; - nonché di ogni altro atto, presupposto, preparatorio, prodromico, concernente, connesso o conseguenziale, anche non conosciuto; - per la condanna delle Amministrazioni competenti a “provvedere al rinnovo/conversione del precedente titolo di soggiorno in permesso per attesa occupazione o in permesso di soggiorno per lavoro subordinato”.

Giustizia amministrativa202500674

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all'assunzione ai sensi della disciplina sui flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta all'assunzione relativo all'ingresso in Italia per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento e domandando inoltre che le amministrazioni fossero condannate a rinnovare o convertire il precedente titolo di soggiorno in un permesso per attesa occupazione o per lavoro subordinato. Nelle more del giudizio la Prefettura ha ritirato il provvedimento impugnato. Il ricorrente ha comunque insistito per l'accoglimento del ricorso, lamentando il mancato rilascio del titolo di soggiorno. La domanda di rilascio del permesso è stata qualificata dal giudice come azione di condanna pubblicistica o di adempimento ai sensi degli artt. 30 e 34 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere quanto all'azione di annullamento, rilevando che il ritiro della revoca del nulla osta ha attribuito al ricorrente il bene della vita perseguito con tale domanda. Ha invece dichiarato inammissibile la domanda diretta a ottenere l'ordine giudiziale di rilascio del permesso per lavoro subordinato o per attesa occupazione. Secondo il Collegio, la condanna pubblicistica è ammessa soltanto a completamento della tutela costitutiva o di accertamento relativa all'illegittimità di un diniego o dell'inerzia, quando la pretesa sia fondata su un'attività interamente vincolata oppure quando non siano necessari ulteriori adempimenti istruttori. Nel caso concreto non sussisteva un diritto soggettivo al rilascio del titolo né un potere vincolato dell'amministrazione, ma un interesse legittimo pretensivo rimesso all'esercizio di potere amministrativo discrezionale e a un'istruttoria non ancora completata. Il TAR ha comunque affermato l'obbligo delle amministrazioni di concludere il procedimento entro i termini previsti con un provvedimento espresso. Le spese sono state compensate per la particolarità della vicenda e per l'inammissibilità della domanda di condanna.

Norme richiamate

  • d.p.c.m. 27.9.2023

    Disciplina la programmazione dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari per il triennio 2023-2025 e costituisce il quadro normativo del nulla osta all'assunzione oggetto della controversia.

  • art. 30 c.p.a.

    Rileva quale base normativa dell'azione di condanna pubblicistica o di adempimento volta a ottenere misure idonee a tutelare la situazione soggettiva dedotta in giudizio.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Limita la pronuncia di condanna all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione dedotta, nei casi e nei limiti previsti dal codice, escludendola quando siano necessari ulteriori adempimenti istruttori non ancora compiuti.

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    Concorre a delimitare l'azione di adempimento, che non può essere utilizzata per ottenere direttamente il rilascio del provvedimento quando la pretesa richieda l'esercizio di discrezionalità amministrativa e ulteriori istruttorie.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La revoca in autotutela dell'atto impugnato, quando attribuisce al ricorrente il bene della vita perseguito con l'azione di annullamento, determina la cessazione della materia del contendere relativamente a tale domanda.
  • L'azione di condanna pubblicistica o di adempimento è ammissibile, nelle controversie su interessi legittimi pretensivi, soltanto come completamento della tutela costitutiva o di accertamento concernente l'illegittimità di un diniego o dell'inerzia, quando la fondatezza della pretesa derivi da un'attività interamente vincolata oppure quando non siano necessari ulteriori adempimenti istruttori.
  • Il giudice amministrativo non può ordinare direttamente il rilascio di un titolo amministrativo quando non sussista un diritto soggettivo al suo ottenimento e la decisione richieda l'esercizio di discrezionalità amministrativa e il completamento dell'istruttoria.
  • L'inammissibilità dell'azione di adempimento non esclude l'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento amministrativo entro i termini previsti mediante l'adozione di un provvedimento espresso.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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