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Sentenza

Sentenza del 16/04/2015 n. 228 - Corte di Giustizia CEE

Appalti pubblici -Offerta che rispetta i requisiti del bando di gara - Forniture - Specifiche tecniche -Principi di parità di trattamento e di non discriminazione - Obbligo di trasparenza - 228Prodotto recante un marchio commerciale - Valutazione dell'equivalenza del prodotto proposto da un offerente - Cessata fabbricazione del prodotto di riferimento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La gara riguardava la fornitura di sistemi e materiali informatici. Il bando richiedeva un processore "Intel Core i5 3,2 GHz o equivalente". EFS aveva offerto un processore XX Quad Core A8-5600k, con sei core e frequenza superiore, che risultava più performante rispetto al modello Intel Core i5-650 assunto dall'amministrazione come riferimento. L'offerta è stata tuttavia esclusa perché il modello Intel indicato nel bando non era più prodotto e l'amministrazione ha ritenuto necessario confrontare il prodotto offerto con un modello Intel di terza generazione, più recente e con prestazioni superiori. EFS ha contestato l'esclusione, sostenendo che il prodotto offerto era equivalente o superiore rispetto al modello effettivamente indicato nella documentazione di gara.

La decisione

La Corte ha chiarito che la direttiva 2004/18/CE non si applicava direttamente, poiché il valore dell'appalto, circa 58.600 euro, era inferiore alla soglia di 200.000 euro. Tuttavia, qualora l'appalto presenti un interesse transfrontaliero certo, devono essere rispettati i principi del Trattato FUE di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. L'amministrazione aggiudicatrice non può modificare, dopo la pubblicazione del bando, la specifica tecnica o il prodotto di riferimento, né respingere un'offerta conforme sulla base di requisiti o motivi non previsti nel bando. La cessazione della produzione del prodotto di riferimento non giustifica la sostituzione del parametro originario con un modello diverso e più recente. La verifica concreta dell'interesse transfrontaliero certo e l'applicazione della decisione al caso spettavano al giudice nazionale.

Norme richiamate

  • Articolo 23, paragrafo 8, direttiva 2004/18/CE

    A meno di non essere giustificate dall'oggetto dell'appalto, le specifiche tecniche non possono menzionare una fabbricazione o provenienza determinata né far riferimento a un marchio, a un brevetto o a un tipo [...] Tale menzione o riferimento [...] sono accompagnati dall'espressione "o equivalente".

    La disposizione impone, negli appalti soggetti alla direttiva, che il riferimento a un marchio sia eccezionale e accompagnato dalla possibilità di offrire un prodotto equivalente. La Corte ha precisato che essa non era direttamente applicabile perché l'appalto era sotto soglia.

  • Articolo 7, lettera b), direttiva 2004/18/CE

    La direttiva si applica agli appalti pubblici di forniture il cui valore stimato è pari o superiore a EUR 200 000.

    La soglia economica determina l'applicabilità delle procedure specifiche della direttiva. Nel caso concreto, il valore dell'appalto era inferiore alla soglia.

  • Articolo 2, direttiva 2004/18/CE

    Le amministrazioni aggiudicatrici trattano gli operatori economici su un piano di parità, in modo non discriminatorio e agiscono con trasparenza.

    I principi di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza impediscono all'amministrazione di applicare, durante la gara, condizioni diverse o ulteriori rispetto a quelle pubblicate.

  • Principi fondamentali del Trattato FUE e obbligo di trasparenza

    Anche per gli appalti sotto soglia, quando esiste un interesse transfrontaliero certo, l'amministrazione deve rispettare i principi europei fondamentali e non può respingere un'offerta conforme al bando per motivi sopravvenuti o non previamente comunicati.

Massime di principio

  • L'amministrazione aggiudicatrice deve valutare le offerte sulla base dei requisiti e dei criteri indicati nel bando, senza introdurre successivamente parametri nuovi o più restrittivi.
  • Se il bando indica un prodotto mediante marchio, il riferimento deve essere interpretato secondo le caratteristiche oggettive del prodotto specificamente indicato e deve normalmente consentire la presentazione di un prodotto equivalente.
  • La cessazione della fabbricazione o la sostituzione commerciale del prodotto di riferimento non consente, dopo la pubblicazione del bando, di sostituirlo unilateralmente con un modello diverso, anche se più recente o più performante.
  • L'equivalenza deve essere valutata rispetto alle caratteristiche richieste e al prodotto individuato nella documentazione di gara, non rispetto a un prodotto successivo scelto discrezionalmente dall'amministrazione.
  • Negli appalti sotto soglia, i principi europei di parità, non discriminazione e trasparenza possono comunque applicarsi se la procedura presenta un interesse transfrontaliero certo; tale interesse va valutato considerando valore, caratteristiche tecniche, luogo di esecuzione e possibile partecipazione di operatori esteri.
  • Quando una modifica della specifica tecnica diventa necessaria prima della scadenza delle offerte, l'amministrazione dovrebbe procedere in modo trasparente, modificando la documentazione e, se necessario, prorogando i termini, anziché applicare la modifica soltanto in sede di valutazione.

Testo integrale

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