Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17872/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari applicati alla ricorrente per gravi indizi di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, accesso abusivo a banche dati (art. 615‑ter) e più ipotesi di corruzione. La difesa ha censurato la sussistenza delle esigenze cautelari (rischio di reiterazione e di inquinamento probatorio), la proporzionalità e l'adeguatezza della misura, rilevando che la ricorrente si era dimessa dalla Sirinformat, che la società aveva adottato modelli di controllo, l'assenza di precedenti penali dell'imputata e la possibilità di misure meno gravose. Dopo il ricorso la ricorrente aveva chiesto e ottenuto, ex art. 299 c.p.p., la ritenuta insussistenza dell'attualità del rischio di inquinamento probatorio, mentre la misura è stata mantenuta per il solo rischio di reiterazione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei termini indicati: ha ritenuto corretta la valutazione sulla sussistenza del rischio di reiterazione (gravità, durata decennale delle condotte, ruolo centrale della ricorrente e del compagno, capacità di sostituire soggetti qualificati), ma ha annullato l'ordinanza impugnata per difetto di motivazione circa la proporzionalità e l'adeguatezza della misura adottata. In particolare la Corte ha ritenuto che non fosse adeguatamente spiegato perché il rischio di reiterazione potesse essere neutralizzato solo con gli arresti domiciliari e non con misure meno gravose (coercitive o interdittive) idonee a limitare la pericolosità. Ha quindi annullato l'ordinanza e rinviato per nuovo esame sul punto.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    Individua la competenza del Tribunale quale giudice del riesame; la Corte richiama il ruolo del giudice del riesame nella conferma o modifica delle misure cautelari

  • art. 615‑ter c.p.

    Riferito come fattispecie di accesso abusivo a sistemi informatici/banche dati; la Corte valorizza gli accessi abusivi realizzati dai pubblici ufficiali come elemento di gravità e centralità delle condotte

  • art. 299 c.p.p.

    Norma che disciplina la richiesta al GIP di revoca o sostituzione della misura cautelare; nel caso la ricorrente aveva ottenuto parziale accoglimento relativo al rischio di inquinamento probatorio

Massime di principio

  • La gravità oggettiva delle condotte, la durata temporale e la centralità del ruolo nell'organizzazione criminosa sono elementi decisivi per fondare il rischio di reiterazione.
  • L'assenza di precedenti penali (incensuratezza) non è di per sé sufficiente a escludere esigenze cautelari se emergono elementi di personalità criminale desunti dalle condotte.
  • La semplice cessazione del rapporto lavorativo o l'adozione di sistemi di controllo aziendale non eliminano automaticamente il rischio di reiterazione quando l'indagato può agire anche per interesse proprio o di terzi.
  • Se sussiste un rischio cautelare, il giudice deve comunque motivare specificamente perché una misura particolarmente gravosa (es. arresti domiciliari) sia necessaria e non possano prevalere misure meno afflittive ma idonee a prevenire la reiterazione; la mancata comparazione costituisce motivo di annullamento e rinvio.
  • La valutazione del giudice del riesame sulla sussistenza delle esigenze cautelari ha ampio margine di apprezzamento, purché non sia manifestamente illogica e sia sorretta da adeguata motivazione fattuale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.