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Sentenza

Sentenza n. 4027/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento dell’ordinanza n. 0011139/EU del 14.05.2026, emessa dal Responsabile Espropri, Convenzioni e Patrimonio di Autostrade per l’Italia S.p.A., notificata in data 27 maggio 2026, con cui è stata disposta l’occupazione temporanea non preordinata all’esproprio ai sensi dell’art. 49 D.P.R. 327/2001 delle aree di proprietà della ricorrente site in Comune di San Donato Milanese (MI), censite al Catasto Terreni al foglio 10, mappali 156, 157, 158, 159, 160, 165, 170, per la durata di 48 mesi, nonché della allegata nota di notifica ASPI/RM/19.05.26/0011425/EU comunicante l’immissione in possesso per il giorno 3 giugno 2026, ore 15:00, e di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale anche non conosciuto alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202602029

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di occupazione temporanea non preordinata all’esproprio, ai sensi dell’art. 49 d.P.R. 327/2001, per la durata di 48 mesi, con comunicazione dell’immissione in possesso

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza con cui Autostrade per l’Italia S.p.A. aveva disposto l’occupazione temporanea non preordinata all’esproprio di terreni di sua proprietà siti nel Comune di San Donato Milanese, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, la resistente ha dapprima dichiarato che non avrebbe dato esecuzione all’ordinanza sino alla successiva camera di consiglio e, successivamente, ha adottato un’ordinanza di revoca del provvedimento impugnato, stralciando definitivamente l’occupazione delle aree della ricorrente e dichiarando che nessuna occupazione vi avrebbe avuto luogo.

La decisione

Il TAR, decidendo la causa nel merito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha rilevato che l’amministrazione resistente aveva revocato il provvedimento impugnato e aveva espressamente escluso future occupazioni delle aree riconducibili alla proprietà della ricorrente. Considerata tale evoluzione provvedimentale e la richiesta della ricorrente, ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo così venuto meno l’oggetto sostanziale della controversia. Le spese di lite sono state compensate in ragione della concorde richiesta delle parti.

Norme richiamate

  • art. 49 d.P.R. 327/2001

    occupazione temporanea non preordinata all’esproprio

    La norma è indicata quale base giuridica dell’ordinanza di occupazione temporanea impugnata; la sentenza non esamina nel merito i relativi presupposti applicativi.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Il giudice ha definito il giudizio in forma semplificata, dopo avere avvisato le parti presenti in camera di consiglio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in epigrafe, ma il testo non esplicita uno specifico ragionamento applicativo.

Massime di principio

  • La revoca in corso di giudizio del provvedimento impugnato determina la cessazione della materia del contendere quando, avuto riguardo al contenuto dell’atto sopravvenuto, viene meno in modo effettivo l’oggetto sostanziale della controversia.
  • La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando l’amministrazione, oltre a revocare l’atto impugnato, escluda espressamente che l’attività lesiva possa avere luogo sulle aree o nella sfera giuridica del ricorrente.
  • La controversia cautelare può essere definita direttamente nel merito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., previa osservanza delle garanzie di avviso alle parti presenti in camera di consiglio.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione d'urgenza e temporaneaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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