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Sentenza

Sentenza n. 3163/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma quanto al ricorso n. 2889 del 2024: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (sezione Sesta) n. 5036/2023 quanto al ricorso n. 2891 del 2024: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (sezione Sesta) n. 5037/2023

Giustizia amministrativa202402891

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenze del TAR Campania che avevano respinto l'impugnazione dell'annullamento in autotutela del permesso di costruire in sanatoria, dell'ordine di demolizione e degli atti di acquisizione gratuita dell'immobile e dell'area al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari avevano ottenuto un permesso di costruire in sanatoria relativo a un fabbricato già interessato da precedenti titoli edilizi annullati per violazione della disciplina sulle distanze. Il Comune aveva successivamente annullato d'ufficio il titolo in sanatoria e ordinato la demolizione, rilevando che nell'istanza del 2015 non erano state rappresentate difformità già indicate in una precedente istanza del 2006. A seguito dell'inottemperanza all'ordine demolitorio, il Comune aveva disposto l'acquisizione gratuita dell'opera e dell'area di sedime al patrimonio comunale e aveva poi comunicato l'esito della trascrizione. Gli appellanti hanno dedotto, nel primo appello, la nullità della sentenza per mancata riunione dei giudizi, l'erroneità dell'annullamento in autotutela per pretesa conoscenza della situazione edilizia da parte dell'Amministrazione, la lesione del legittimo affidamento, l'assenza di un verbale di accertamento dell'inottemperanza e l'errata individuazione dell'area di sedime. Nel secondo appello hanno contestato la natura non provvedimentale dell'atto del 2017, la mancata valutazione delle censure relative all'acquisizione, l'assenza di sopralluogo e di verbale di accertamento, la tardività ritenuta dal TAR delle censure di illegittimità derivata, la violazione del giudicato sulla parte del fabbricato ritenuta conforme, nonché l'errata identificazione dell'area acquisita.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preliminarmente riunito i due appelli per connessione soggettiva e oggettiva. Ha respinto la censura relativa alla mancata riunione in primo grado, rilevando che la riunione di cause connesse è una facoltà del giudice e che la sua omissione non determina invalidità delle sentenze, salvo palesi e manifeste contraddizioni motivazionali tra le decisioni. Nel merito, ha ritenuto legittimo l'annullamento d'ufficio del permesso in sanatoria: quando il titolo sia stato ottenuto sulla base di una falsa o incompleta rappresentazione della realtà, l'interesse pubblico all'annullamento è intrinseco e non occorre una motivazione ulteriore rispetto al richiamo documentato alla non veritiera prospettazione del privato. In tale situazione non è configurabile un affidamento legittimo e può essere superato anche il termine ordinario di dodici mesi per l'annullamento d'ufficio, quando il beneficiario abbia omesso circostanze rilevanti o rappresentato uno stato dei luoghi diverso da quello effettivo. Nel caso concreto, la precedente istanza del 2006 evidenziava difformità dell'immobile su tre lati, mentre tali elementi non erano stati riprodotti nell'istanza di sanatoria del 2015. Le questioni relative all'eventuale impossibilità materiale della demolizione appartengono alla fase esecutiva. L'affidamento nella conservazione di un'opera realizzata sulla base di un titolo edilizio poi annullato non è tutelato in via generale, salvo specifiche previsioni legislative. Quanto all'acquisizione, l'accertamento dell'inottemperanza all'ordine di demolizione ha natura dichiarativa e certifica un effetto acquisitivo già prodottosi automaticamente allo scadere del termine di novanta giorni; l'atto non implica discrezionalità e, di regola, non richiede la comunicazione di avvio del procedimento. L'area di sedime può essere individuata anche in un atto successivo e le irregolarità catastali o formali possono essere verificate in sede esecutiva. Il secondo appello è stato respinto anche perché la nota del 2017 aveva natura meramente comunicativa e non provvedimentale, limitandosi a dare atto dell'esito della trascrizione di atti già adottati. Gli appelli riuniti sono stati quindi respinti, con condanna degli appellanti alle spese del grado, liquidate in complessivi euro 3.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale disciplina della sanatoria e quale possibile previsione speciale che consente, in determinati casi, la commutazione della sanzione demolitoria in sanzione pecuniaria.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'inottemperanza all'ordine di demolizione determina automaticamente, allo scadere del termine previsto, l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area pertinente al patrimonio comunale; l'accertamento dell'inottemperanza ha natura dichiarativa.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Il termine ordinario di dodici mesi per l'annullamento d'ufficio può essere superato quando il titolo favorevole sia stato ottenuto mediante falsa, erronea o incompleta rappresentazione della realtà imputabile al beneficiario.

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio non è di regola necessaria per l'atto di acquisizione conseguente all'inottemperanza, trattandosi di attività vincolata e meramente dichiarativa.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice ha ritenuto esaurita la disamina dei motivi mediante l'esame degli aspetti rilevanti, in applicazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in epigrafe in relazione alla trattazione dell'appello nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La mancata riunione di cause amministrative connesse, essendo rimessa alla discrezionalità del giudice, non determina di per sé l'invalidità delle sentenze separate; può assumere rilievo solo in presenza di palesi, irragionevoli e manifeste contraddizioni motivazionali tra le pronunce.
  • Quando un titolo edilizio favorevole sia stato ottenuto sulla base di una falsa, erronea o incompleta rappresentazione della realtà imputabile al beneficiario, l'Amministrazione può annullarlo d'ufficio senza una specifica motivazione sull'interesse pubblico, che si considera sussistente in re ipsa; in tale ipotesi non è configurabile un legittimo affidamento del privato.
  • Il termine ordinario di dodici mesi per l'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio può essere superato quando il richiedente abbia rappresentato uno stato dei luoghi diverso da quello effettivo o abbia omesso circostanze rilevanti, anche senza un previo accertamento penale.
  • L'acquisizione gratuita conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione si produce automaticamente allo scadere del termine assegnato; l'accertamento dell'inottemperanza ha natura dichiarativa e l'atto di acquisizione non richiede, di regola, una nuova partecipazione procedimentale del privato.
  • L'area di sedime destinata all'acquisizione può essere individuata anche con un atto successivo all'ordine di demolizione; la mancata indicazione originaria dell'area non vizia necessariamente l'ordine demolitorio, mentre eventuali irregolarità catastali o formali possono essere verificate nella fase esecutiva.
  • La nota con cui l'Amministrazione comunica l'esito della trascrizione di un'acquisizione già disposta non ha autonoma natura provvedimentale né autonoma efficacia lesiva, se si limita a dare esecuzione o comunicazione di atti precedenti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutelaAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietà

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