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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2185/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva confermato la condanna per il reato di cui all'art. 73 comma 5 d.P.R. n. 309/1990 (detenzione a fini di spaccio di 18 g di cocaina e 29,4 g di marijuana). Il ricorrente deduce vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, negate in primo grado e richieste in appello, lamentando contraddittorietà della motivazione della Corte di appello rispetto a quanto poi argomentato per giustificare la concessione della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivato in modo congruo il diniego delle attenuanti generiche: non è ammissibile riconoscere le attenuanti generiche in relazione alla scelta del rito abbreviato quando tale scelta ha già comportato "ex lege" una predeterminata riduzione della pena (evitando così un doppio beneficio). Inoltre la sola incensuratezza e l'assenza di elementi negativi non sono di per sé sufficienti per ottenere le attenuanti generiche, le quali richiedono elementi positivi in favore dell'imputato. La Cassazione ha quindi considerato infondato il ricorso e ha confermato la condanna con sospensione condizionale già concessa in sede di merito; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    Norma sanzionatrice relativa alla detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio; è stata la fattispecie per la quale l'imputato è stato condannato.

  • d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8 (conv. L. n. 176 del 2020)

    art. 23 comma 8 dl. n. 137 del 2020, convertito dalla L. n. 176 del 2020

    Disposizione che ha consentito lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; richiamata per dare conto della forma del processo davanti alla Corte di Cassazione.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. III, n. 46463 del 17/09/2019

    Sez. III, n. 46463 del 17 settembre 2019 - Rv. 277271

    Principio secondo cui non è lecito attribuire contemporaneamente i benefici derivanti dal rito abbreviato e il riconoscimento delle attenuanti generiche quando ciò comporterebbe una duplicazione indebita di vantaggi per l'imputato.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione, Sez. III, n. 24128 del 18/03/2021

    Sez. III, n. 24128 del 18 marzo 2021 - Rv. 281590

    Affermato che l'applicazione delle attenuanti generiche richiede elementi di segno positivo e non può derivare automaticamente dall'assenza di elementi negativi, come l'incensuratezza.

Massime di principio

  • La scelta del rito abbreviato comporta una riduzione di pena "ex lege" e non può essere cumulata automaticamente con il riconoscimento delle attenuanti generiche se ciò determinerebbe un doppio beneficio per l'imputato.
  • Il mero dato dell'incensuratezza o l'assenza di elementi negativi nella personalità dell'imputato non costituiscono di per sé motivo sufficiente per ottenere le attenuanti generiche; occorrono elementi positivi a favore dell'imputato.
  • La concessione della sospensione condizionale della pena può essere motivata anche con una prognosi favorevole sul futuro comportamento dell'imputato, distinta dal riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • In materia di impugnazioni in Cassazione, il ricorrente deve indicare elementi concreti che dimostrino la illegittimità della decisione impugnata; censure meramente assertive o prive di ulteriori elementi probatori risultano in genere infondate.
  • Nei ricorsi contro decisioni di merito è possibile che la Corte distingua tra ragioni che giustificano benefici diversi (es. non riconoscere attenuanti ma concedere la sospensione) purché la motivazione sia coerente e non contraddittoria nei punti essenziali.

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