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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13408/2026 del 13/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio (6 maggio 2025) su undici orologi di pregio e componenti di orologeria, contestando: 1) violazione dell'art. 355, comma 2, c.p.p. e difetto assoluto di motivazione del decreto di convalida, lamentando l'uso di formule generiche e di un modulo prestampato con riferimenti non pertinenti; 2) omissione di specificare il nesso di pertinenzialità tra i beni e i reati ipotizzati e la mancata indicazione delle finalità probatorie, nonché l'assenza di precisazioni circa la condotta attribuita all'indagato e le coordinate spazio-temporali; 3) ingiustificato rigetto delle richieste di dissequestro e restituzione di tre orologi (Rolex Yacht di proprietà di Grassi Maria; Rolex Submariner e Tudor mod. 76214 di proprietà di Grassi Giovanni), nonostante la produzione di documentazione attestante la lecita provenienza e gli acquisti con provvista personale.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso e confermato l'ordinanza impugnata, ritenendo le censure infondate. Ha affermato che l'utilizzo di un modulo prestampato non è di per sé illegittimo, purché il provvedimento risulti nel concreto idoneo a esprimere le ragioni essenziali e le finalità del vincolo (art. 253 c.p.p.). L'eventuale imprecisione formale (riferimento errato alla contraffazione di capi d'abbigliamento) non ha inciso sul percorso giustificativo, essendo chiaro il riferimento alla contraffazione/assemblaggio di parti originali e false degli orologi rinvenuti in casa dell'indagato (reati ipotizzati artt. 648 e 473 c.p.). La Corte ha inoltre ritenuto che, nella fase genetica delle indagini, non sia necessario un livello di dettaglio spaziale e temporale equivalente a quello dell'accertamento definitivo quando il nesso di pertinenzialità risulti di immediata evidenza. Quanto alle richieste di restituzione, il Tribunale ha valutato la documentazione prodotta (solo copie delle dichiarazioni di vendita) come insufficiente a giustificare la revoca parziale della misura. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 355, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dai ricorrenti in ordine all'onere motivazionale; la Corte ha ritenuto la censura infondata perché l'obbligo motivazionale deve valutarsi nel concreto e può essere assolto anche tramite modulo prestampato se emergono le ragioni essenziali

  • art. 253, cod. proc. pen.

    Richiesta l'esposizione delle ragioni essenziali e delle finalità probatorie del sequestro probatorio; la Corte ha chiarito che la motivazione va apprezzata in relazione agli atti richiamati, alla fase delle indagini e alla natura del bene

  • art. 648, cod. pen.

    Reato (ricettazione) a titolo della qualificazione dei beni sequestrati; la Corte ha ritenuto sussistente un nesso immediato tra i beni rinvenuti e l'ipotesi di reato attribuita all'indagato

  • art. 473, cod. pen.

    Reato relativo alla contraffazione/alterazione di segni distintivi o beni; la Corte ha ritenuto coerente la finalità probatoria del sequestro volta ad accertare eventuali contraffazioni e l'assemblaggio di parti originali e false

Massime di principio

  • L'impiego di moduli prestampati per i decreti di sequestro probatorio non è automaticamente invalido: conta la concreta capacità del provvedimento di esprimere le ragioni essenziali e le finalità del vincolo
  • Nella fase genetica delle indagini lo standard motivazionale è modulato in relazione alla natura del fatto e del bene; quando il nesso tra bene e reato è di immediata evidenza, non è richiesta una motivazione particolarmente dettagliata su condotta, tempi e luoghi
  • Il provvedimento deve comunque indicare la finalità probatoria perseguita (es. accertamento di contraffazione o dell'assemblaggio di parti), ma tale indicazione può essere sintetica se correlata agli atti e al contesto investigativo
  • Errori formali o riferimenti incongrui nel decreto non annullano automaticamente il provvedimento se la ricostruzione delle ragioni essenziali resta chiara nel complesso degli atti
  • Per ottenere il dissequestro e la restituzione dei beni il concorrente deve fornire prova idonea e documentazione pienamente convincente della lecita provenienza; documentazione in copia può risultare insufficiente

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