Sentenza n. 281/2026 - Pescara, Sezione 1
per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n.286 del 23 maggio 2024 del Tribunale di Pescara, con richiesta di nomina di un commissario ad acta, in caso di persistente inadempimento del Soggetto pubblico.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pescara che aveva riconosciuto il diritto all'assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., deducendo l'inerzia del Ministero nell'esecuzione della sentenza civile del Tribunale di Pescara, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva. La sentenza aveva condannato il Ministero al pagamento di € 500,00, da utilizzare per le finalità di aggiornamento e formazione dei docenti mediante assegnazione della carta elettronica, oltre interessi o rivalutazione dalla data di insorgenza del diritto sino all'effettivo soddisfacimento. Il ricorrente ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inadempimento. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto e segnalando di essersi attivato per l'adempimento, ma il giudice ha rilevato che il giudicato non era stato ancora eseguito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando la mancata esecuzione del giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di procedere, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, all'assegnazione al ricorrente della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per il valore di € 500,00, riferito agli anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della legge n. 724/1994, dalla data di insorgenza del diritto fino all'effettivo soddisfacimento. Per il caso di inutile decorso del termine, ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Prefetto pro tempore di Pescara, con facoltà di delega a un funzionario e con ulteriore termine di 60 giorni per l'adempimento. Le eventuali spettanze del commissario sono state poste a carico dell'Amministrazione e saranno liquidate con separato decreto previa documentazione. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di € 200,00, oltre accessori di legge, per le spese di giudizio, distratte in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
Consente il ricorso per l'ottemperanza volto a ottenere l'esecuzione del giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Individua le finalità di aggiornamento e formazione dei docenti cui è destinata la carta elettronica assegnata in esecuzione del giudicato.
art. 22, comma 36, legge n. 724/1994
È richiamato quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione sulla somma dovuta dalla data di insorgenza del diritto fino all'effettivo soddisfacimento.
Massime di principio
- La mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato da parte dell'amministrazione legittima il ricorso per ottemperanza e impone al giudice di ordinare all'amministrazione l'adempimento secondo il contenuto conformativo ed esecutivo del giudicato.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.
- L'attivazione dell'amministrazione per l'adempimento, se non accompagnata dall'effettiva esecuzione del giudicato, non esclude la sussistenza dell'inottemperanza né rende infondato il ricorso.
- Le spese e le eventuali spettanze del commissario ad acta possono essere poste a carico dell'amministrazione soccombente.
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