Sentenza n. 3735/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento del decreto emesso dalla Prefettura di Roma di reiezione della richiesta di misure di accoglienza n. prot. -OMISSIS- del 21 agosto 2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che la collocazione del ricorrente presso il CAS Amarilli avesse fatto venire meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione del diniego di accoglienza. Le spese processuali sono state compensate. La sentenza dispone inoltre l'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa e l'oscuramento delle generalità del ricorrente.
Atto impugnato: decreto della Prefettura di Roma di reiezione della richiesta di misure di accoglienza del 21 agosto 2025
Esito
La controversia
Il ricorrente, cittadino maliano, ha impugnato il diniego prefettizio della richiesta di misure di accoglienza, deducendo plurimi profili di violazione di legge ed eccesso di potere. La domanda cautelare è stata respinta con ordinanza del 16 ottobre 2025. Prima dell'udienza pubblica, il Ministero dell'Interno ha depositato documentazione attestante la collocazione del ricorrente presso un centro di accoglienza straordinaria sito in Roma.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere è stata dichiarata in ragione della sopravvenuta collocazione del ricorrente in una struttura di accoglienza, che ha eliminato l'utilità concreta della decisione sull'originario diniego.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto, unitamente alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quali fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio avente a oggetto il diniego di misure di accoglienza, l'amministrazione dimostra che il ricorrente è stato successivamente collocato in una struttura di accoglienza, viene meno l'utilità concreta della decisione sull'originario diniego e il giudice può dichiarare cessata la materia del contendere.
- La sopravvenuta soddisfazione dell'interesse sostanziale perseguito con l'impugnazione può determinare la cessazione della materia del contendere, anziché una pronuncia di merito sulla legittimità dell'atto impugnato.
- In presenza di una sopravvenienza amministrativa che definisce la controversia senza una prevalenza processuale netta, le spese possono essere compensate.
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