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Sentenza

Sentenza n. 4738/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Campania – U.O.D. Energia, Efficientamento e Risparmio Energetico, Green Economy e Bio Economia – sull’istanza del 29.10.2025 e sulla successiva diffida del ricorrente del 27.12.2025, volte ad ottenere l’emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo delle indennità di esproprio relative ai depositi n. 1190387, n. 1190534 e n. 1315740.

Giustizia amministrativa202600871

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio della Regione Campania sull’istanza e sulla diffida volte a ottenere il decreto di autorizzazione allo svincolo delle indennità di esproprio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di terreni interessati dalla procedura di espropriazione per pubblica utilità promossa per la realizzazione di un parco eolico, aveva chiesto alla Regione Campania l’adozione del decreto di autorizzazione allo svincolo di tre depositi presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativi alle indennità di esproprio. A fronte dell’istanza del 29 ottobre 2025 e della successiva diffida del 27 dicembre 2025, la Regione non aveva adottato tempestivamente il provvedimento. Il ricorrente ha quindi proposto azione avverso il silenzio, chiedendo anche il risarcimento del danno da ritardo. Nelle more del giudizio, la Regione ha adottato il provvedimento di svincolo. La Regione ha sostenuto che il ritardo fosse imputabile al Comune di San Giorgio La Molara, che aveva tardivamente rilasciato i certificati di destinazione urbanistica necessari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché nelle more del giudizio è stato adottato il provvedimento di svincolo richiesto. Quanto alle spese, ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e ha condannato la Regione Campania al pagamento di complessivi € 1.000,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario. Il giudice ha ritenuto rilevante che la Regione fosse l’autorità competente all’adozione del provvedimento finale e che quest’ultimo fosse stato adottato oltre il termine di legge. Il ritardo del Comune è stato qualificato come causa remota, rilevante nei rapporti interni con la Regione ma non idonea a escludere la responsabilità processuale dell’autorità competente.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto, viene meno l’interesse alla decisione sull’azione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della regolazione delle spese mediante soccombenza virtuale, rileva l’autorità competente all’adozione del provvedimento finale che sia stato adottato tardivamente, anche se il ritardo è stato determinato, in via remota, dall’inerzia o dal comportamento di un’altra amministrazione.
  • L’eventuale responsabilità di un’amministrazione diversa da quella competente all’adozione del provvedimento finale può rilevare nei rapporti interni tra amministrazioni, ma non esclude, nei confronti del ricorrente, la condanna alle spese dell’autorità rimasta formalmente inerte oltre il termine di legge.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecreto di esproprio e procedimento
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoEspropriazione per pubblica utilità
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoSopravvenuta carenza di interesse

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