Cassazione Penale, Sentenza n. 1878/2023 del 18/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano per cassazione la conferma della condanna per delitto riqualificato agli artt. 635 e 625 n.7 c.p. e lamentano: a) violazione di norme processuali per avere la Corte rifiutato il differimento richiesto in adesione all'astensione degli avvocati (sostenendo il diritto del difensore all'astensione fondato sull'art. 18 Cost. e sul codice di autoregolamentazione); b) errata applicazione della legge penale e vizio di motivazione poiché la mera detenzione di datteri di mare e degli strumenti non sarebbe sufficiente a provare la distruzione o il deterioramento del fondale; c) erronea applicazione dell'art. 99 c.p. per avere il giudice applicato la recidiva a Montefusco senza che fosse adeguatamente contestata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi manifestamente infondati o non consentiti in cassazione. Sul primo punto la Corte ha ritenuto corretto il rifiuto del differimento perché il giudizio d'appello era trattato in forma scritta ai sensi dell'art. 23bis DL 137/2020 e la disciplina dell'astensione degli avvocati si riferisce ai casi in cui la presenza del difensore sia prevista; sul secondo punto ha ritenuto generica e manifestamente infondata la censura, dato che la motivazione di merito ha ricostruito il fatto a partire dal rinvenimento dei datteri occultati nel doppiofondo del gommone, dalla immediata pesca, dalla presenza dei sub e dagli strumenti (martelletti) necessari all'estrazione, elementi idonei a sostenere l'accusa di danneggiamento; sul terzo punto ha osservato che la recidiva era altrimenti contestata nel capo di imputazione e che la difesa non ha formato un motivo specifico in appello, rendendo la censura inattendibile. Sono state condannate le parti al pagamento delle spese e dei 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
artt. 635 e 625 n.7 cod. pen.
I reati contestati sono stati riqualificati con riferimento a queste norme; la Corte ha ritenuto che gli elementi di fatto (datteri appena pescati, occultati, presenza di mute e martelletti) supportino la responsabilità per il delitto ricostruito
art. 18 Costituzione
Richiamato dalla difesa a supporto del diritto del difensore all'astensione; la Corte ha ritenuto che tale richiamo non valga a impedire l'esame del processo trattato in forma scritta quando la presenza del difensore non è prevista
codice di autoregolamentazione dell'astensione degli avvocati (art. 3, comma 1)
La disciplina interna dell'astensione richiede modalità di comunicazione quando la mancata comparizione debba essere considerata legittimo impedimento; la Corte ha osservato che la norma di autoregolamentazione si applica nei casi in cui la presenza del difensore sia prevista
art. 420ter cod. proc. pen.
Richiamato nel discorso sull'impedimento del difensore; la Corte ha ritenuto che non trovi applicazione quando il giudizio è a trattazione scritta e la presenza personale del difensore non è prevista
art. 23bis DL 137/2020
Norma che disciplina la trattazione scritta del giudizio di appello; la Corte ha confermato che il processo era svoltosi secondo tale modalità, giustificando il rigetto della richiesta di differimento
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Richiamato in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del PG; conferma la possibilità di forme scritte di partecipazione del pubblico ministero
art. 99 cod. pen.
Norma relativa alla recidiva: la Corte ha ritenuto che la recidiva fosse contestata nel capo di imputazione e adeguatamente valutata in motivazione dal primo giudice
art. 591, comma 4 cod. proc. pen.
Consente alla Cassazione di rilevare l'inammissibilità dell'atto di appello per difetto di specificità dei motivi; la Corte ha richiamato questo principio per escludere rilievi tardivi o generici sulla recidiva
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese e il pagamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte per imporre 3.000 euro
Massime di principio
- Se l'appello è trattato in forma scritta (es. ai sensi di disposizioni emergenziali come art. 23bis DL 137/2020), la mancata presenza fisica del difensore per adesione a un'astensione non comporta automaticamente il differimento: l'astensione rileva come legittimo impedimento solo nei casi in cui la presenza del difensore sia prevista e siano rispettate le modalità di comunicazione del codice di autoregolamentazione
- La mera detenzione di specie protette o raccolte illecitamente può, se collegata a elementi fattuali concreti (es. datteri occultati in doppiofondo, attrezzi specifici, soggetti osservati mentre pescano con mute), costituire elemento idoneo a integrare il reato di danneggiamento del fondale quando la condotta di prelievo è logicamente connessa al deterioramento dell'habitat
- La recidiva va chiaramente emergere dal capo di imputazione e/o essere oggetto di specifico motivo di impugnazione in appello; censure generiche o non formulate in primo grado o non sviluppate in appello sono frequentemente ritenute inammissibili o manifestamente infondate in cassazione
- In cassazione saranno dichiarati inammissibili i ricorsi fondati su motivi generici o che non affrontano la motivazione di merito in modo specifico; l'assenza di specificità può far venir meno l'interesse o la tutela del ricorrente
- L'inammissibilità del ricorso comporta ordinarimente condanna alle spese e, nei casi previsti, al pagamento di somme alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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