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Sentenza

Sentenza n. 13604/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, del provvedimento prot. n. 497 del 23 settembre 2025, notificato al ricorrente il 3 ottobre 2025, con cui veniva rigettata l'istanza volta ad ottenere il rilascio del visto per motivi di studio, nonché per l'annullamento di ogni altro atto anche non conosciuto dall'istante sia esso connesso, presupposto, intermedio, conseguente e/o applicativo.

Giustizia amministrativa202513985

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui l'amministrazione aveva rigettato la sua istanza di rilascio del visto per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa concessione di misure cautelari, nonché l'annullamento degli atti connessi, presupposti, intermedi, conseguenti o applicativi. Nel corso del giudizio, a seguito dell'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato resa sull'appello ex art. 62 c.p.a., l'amministrazione ha convocato il ricorrente presso l'Ambasciata e gli ha rilasciato il visto d'ingresso, con validità dal 27 febbraio 2026 al 27 febbraio 2027. Il ricorrente ha quindi dichiarato di essere regolarmente entrato in Italia e di avere frequentato il secondo semestre universitario, chiedendo che fosse dichiarata la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'amministrazione si è rideterminata rilasciando il visto richiesto e facendo così venir meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione del diniego. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della vicenda e del sopravvenuto provvedimento amministrativo, con salvezza della rifusione del contributo unificato, ove versato, in favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa del ricorrente mediante un nuovo provvedimento dell'amministrazione giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 62 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento dell'appello cautelare proposto dal ricorrente dinanzi al Consiglio di Stato, in seguito al quale l'amministrazione si è rideterminata.

  • art. 93 c.p.c.

    È richiamato per la dichiarazione del difensore del ricorrente di aver anticipato le spese e per la conseguente rifusione del contributo unificato in suo favore, ove versato.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente e rende inutile la decisione sull'atto impugnato, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento favorevole al ricorrente non comporta necessariamente la condanna alle spese dell'amministrazione: la peculiarità della vicenda può giustificare la compensazione integrale, ferma la rifusione del contributo unificato ove dovuto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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