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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28568/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza dell'8/01/2025 che aveva rigettato la richiesta di sospensione dell'ordine di demolizione disposto con la sentenza del 08/03/1999. La ricorrente ha denunciato: (1) carenza o illogicità della motivazione sostenendo che erano state soddisfatte le condizioni per la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione; (2) mancata assunzione di prova decisiva, in particolare la mancata escussione di funzionari comunali onde dimostrare che le opere per cui era stata richiesta la sanatoria coincidevano con quelle oggetto dell'ingiunzione e che era imminente il rilascio della sanatoria (citando la determina comunale del 19/12/2024 che quantificava l'oblazione); (3) violazione di legge in quanto il bene sarebbe oggi conforme allo strumento urbanistico vigente e quindi la demolizione non avrebbe più funzione ripristinatoria.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto: (1) infondato il primo motivo perché il giudice dell'esecuzione ha correttamente valutato la legittimità ed efficacia del titolo abilitativo e ha osservato che la mera determinazione dell'importo dell'oblazione non equivale al rilascio di un permesso in sanatoria né prova il pagamento; la determina comunale indicava espressamente che gli importi erano calcolati sulla base delle dichiarazioni della ditta e che il rilascio della sanatoria restava subordinato ai pareri degli enti competenti; (2) manifestamente infondato il secondo motivo: il rimedio di cui all'art. 606, comma 1, lett. d), cod. proc. pen. non è proponibile per i procedimenti decisi in camera di consiglio come l'incidente di esecuzione regolato dall'art. 666, pertanto la doglianza istruttoria non era ammissibile in Cassazione; (3) inammissibile e, comunque, infondato il terzo motivo perché la questione sulla conformità urbanistica non era stata dedotta nel gravame in merito e, inoltre, la demolizione è una sanzione amministrativa accessoria a funzione ripristinatoria la cui eliminazione richiede un provvedimento di sanatoria espresso e legittimo, circostanza non esistente. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. d), codice di procedura penale

    La Corte ha richiamato che il motivo di cui all'art. 606, comma 1, lett. d) è proponibile solo nel processo di cognizione a rito dibattimentale e non nei procedimenti decisi in camera di consiglio (quali gli incidenti di esecuzione), quindi non può fondare censure sulla mancata assunzione di prova in Cassazione per questo tipo di procedimento.

  • art. 666 codice di procedura penale (incidente di esecuzione)

    Il procedimento di cui all'art. 666 è regolato con regole istruttorie proprie e si svolge in camera di consiglio; ne consegue che le doglianze concernenti attività istruttoria devono rispettare i limiti processuali di tale rito e non sono rimediabili con i mezzi tipici del dibattimento.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 55028 del 09/11/2018 e altre pronunce citate)

    Richiamata per affermare che il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità ed efficacia del titolo abilitativo, la corrispondenza tra quanto autorizzato e le opere e, se rilevante, la conformità delle discipline regionali ai principi nazionali; inoltre stabilisce che atti amministrativi preliminari (es. semplice quantificazione dell'oblazione) non hanno effetto anticipatorio di un provvedimento di sanatoria.

  • Giurisprudenza di legittimità sulle sanzioni demolitorie (Sez. Un. n. 15 del 24/07/1996 e Sez. Un. n. 714 del 03/02/1997)

    La demolizione è qualificata come sanzione amministrativa accessoria a funzione ripristinatoria del bene urbanistico; per rimuovere l'effetto della demolizione è necessario un provvedimento di sanatoria espresso e legittimo.

Massime di principio

  • Nel procedimento di incidente di esecuzione il giudice dell'esecuzione può e deve verificare la legittimità ed efficacia del titolo abilitativo: la mera quantificazione dell'oblazione non equivale al rilascio di una concessione in sanatoria.
  • Le determinazioni amministrative che quantificano sanzioni o oblazioni, se esplicitamente subordinate ad ulteriori pareri o verifiche, non producono automaticamente effetto sanante e non sospendono l'ordine di demolizione se non vi è un provvedimento di sanatoria espresso e definitivo.
  • Le contestazioni sulla mancata assunzione di prova nei procedimenti decisi in camera di consiglio non possono essere efficacemente dedotte in Cassazione con il motivo previsto per il dibattimento (art. 606, comma 1, lett. d); le regole istruttorie del rito esecutivo sono diverse e limitano i rimedi disponibili in sede di legittimità.
  • Questioni che non sono state oggetto della richiesta nel merito non possono essere devolute al giudizio di cassazione: in sede di incidente di esecuzione la cassazione è circoscritta alle doglianze già esperite nel merito.
  • Per ottenere la sospensione o revoca di un ordine di demolizione occorre mostrare l'esistenza di un titolo in sanatoria valido e pienamente efficace (compreso l'eventuale pagamento comprovato e le autorizzazioni vincolanti), non basarsi su mere pre-determinazioni o dichiarazioni dell'ente.

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