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Sentenza

Sentenza del 08/03/2022 n. 7446 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione del diniego dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di rimborso fiscale relativa all'agevolazione prevista dal D.P.R. n. 917/1986, art. 19, comma 4-bis, per somme corrisposte a titolo di incentivo all'esodo, erogate in conseguenza di una deliberazione della Regione Liguria che prevedeva prepensionamenti/risoluzioni consensuali nell'ambito della riorganizzazione e riduzione del personale.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando le decisioni di merito (CTP e CTR) che avevano riconosciuto l'agevolazione fiscale all'ex dirigente. Il Collegio ha ritenuto corretta l'interpretazione della CTR secondo cui la delibera regionale rientrava nello schema normativo dell'incentivo all'esodo; ha escluso che la norma agevolativa fosse limitata ai soli piani aziendali rivolti a pluralità di dipendenti e ha richiamato la giurisprudenza e la pronuncia della Corte Costituzionale a sostegno. Non sono state assegnate spese nei confronti dell'intimato in assenza di difesa; inoltre è stata esclusa l'applicabilità dell'obbligo di versare un contributo unificato aggiuntivo nei confronti dell'Agenzia per motivi di esenzione delle amministrazioni dello Stato.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 19, comma 4-bis

    per le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto al fine di incentivare l'esodo dei lavoratori che abbiano superato l'età di 50 anni se donne e di 55 anni se uomini, di cui all'art. 16, comma 1, lett. a), l'imposta si applica con l'aliquota pari alla metà di quella applicata per la tassazione del trattamento di fine rapporto e delle altre indennità e somme indicate all'art. 16, comma 1, richiamata lett. a)

    La norma riconosce un'aliquota agevolata per le somme erogate come incentivo all'esodo; applicabile anche se le somme sono corrisposte nell'ambito di riorganizzazioni o atti amministrativi che incentivano la cessazione del rapporto.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 51

    Definisce il reddito di lavoro dipendente come comprensivo di tutte le somme e valori percepiti in relazione al rapporto di lavoro; le indennità di esodo rientrano quindi nel reddito da lavoro salvo la specifica disciplina agevolativa.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 16, comma 1, lett. a)

    Individua le indennità di fine rapporto (TFR e indennità equipollenti) e le somme percepite una tantum in dipendenza della cessazione del rapporto; tali somme sono in linea di principio soggette a tassazione separata salvo diversa previsione (es. art.19, comma 4-bis per gli incentivi all'esodo).

  • Codice Civile, artt. 1362 e ss.

    Richiamati in relazione ai criteri di interpretazione degli atti/contratti; la Corte osserva che l'interpretazione della delibera regionale come fonte che motivava l'erogazione avrebbe potuto essere censurata solo con riferimento alle regole di interpretazione contrattuale.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 62 del 21 marzo 2019

    Ha ribadito che le previsioni incentivanti l'esodo rientrano nell'ordinamento civile e trovano interlocuzione nella contrattazione sindacale; non supporta una interpretazione restrittiva che limiti l'agevolazione solo ai piani aziendali per esubero.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (introdotto dalla L. n. 228/2012)

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha escluso l'applicazione dell'ulteriore obbligo di versamento nei confronti dell'Agenzia delle Entrate in quanto amministrazione dello Stato esente tramite prenotazione a debito.

Massime di principio

  • L'agevolazione fiscale prevista dal D.P.R. 917/1986 art. 19, comma 4-bis si applica alle somme corrisposte come incentivo all'esodo e non è riservata esclusivamente a piani aziendali formalizzati rivolti a una pluralità di lavoratori: anche atti amministrativi che prevedono prepensionamenti/risoluzioni consensuali possono rientrare nella fattispecie se hanno natura incentivante.
  • Per usufruire dell'aliquota agevolata occorre che la somma sia effettivamente corrisposta a titolo di incentivo all'esodo; in sede contenziosa il contribuente deve fornire elementi probatori (delibere, accordi sindacali, documentazione che dimostri la finalità incentivante) ma non è necessario che l'incentivo sia parte di un piano generalizzato.
  • I requisiti anagrafici previsti dalla norma (oltre 50 anni per le donne e oltre 55 per gli uomini nella formulazione dell'epoca) sono rilevanti ma non richiedono che il beneficiario abbia già maturato i requisiti per la pensione: la finalità è razionalizzare risorse e creare opportunità occupazionali.
  • Nel valutare la natura dell'erogazione (incentivo vs. normale remunerazione o indennità di fine rapporto) il giudice considera il contesto normativo e contrattuale, gli atti aziendali/amministrativi e gli accordi con le rappresentanze sindacali.
  • Nel contenzioso con pubbliche amministrazioni possono sussistere regole processuali particolari (es. esenzione o meccanismi di prenotazione a debito per pagamenti e contributi processuali) che incidono sulle spese e sugli adempimenti tributari connessi al procedimento.
  • Quando si contesta il diniego di un rimborso, è prudente documentare fin dall'origine la natura incentivante dell'erogazione (delibere, verbali di concertazione, atti amministrativi e clausole contrattuali) per agevolare il riconoscimento dell'agevolazione in sede amministrativa o giudiziale.

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