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Ordinanza

Ordinanza n. 1049/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento della Prefettura di Caserta del 15/01/2024 di revoca del nulla osta al lavoro subordinato stagionale P-CE/L/Q/2023/102427, rilasciato in data 29/04/2023, notificato al domicilio digitale eletto in data 25/02/2026, e di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale;

Giustizia amministrativa202602092

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato stagionale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento della Prefettura di Caserta del 15 gennaio 2024 con cui era stato revocato il nulla osta al lavoro subordinato stagionale rilasciato il 29 aprile 2023. Il ricorrente ha dedotto, secondo quanto emerge dalla valutazione cautelare del Collegio, che la revoca fosse stata adottata mediante un automatismo fondato sull'inadempienza e sulla carenza dei requisiti del primo datore di lavoro, senza adeguata considerazione della propria posizione personale. Ha evidenziato di essere entrato regolarmente in Italia sulla base di un nulla osta e di un visto validamente rilasciati dalle autorità italiane, di essere incolpevole e in buona fede e di avere instaurato, dal settembre 2024, un nuovo e stabile rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un'impresa privata. Sono stati prospettati significativi profili di violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, di lesione del legittimo affidamento e di omessa ponderazione della posizione del lavoratore e della circostanza sopravvenuta costituita dal nuovo rapporto di lavoro. È stato inoltre dedotto il rischio di soggiorno irregolare, espulsione, perdita dell'occupazione e sradicamento dal contesto sociale raggiunto in Italia.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del provvedimento di revoca, rinviando la trattazione del merito all'udienza pubblica del 24 febbraio 2027. In sede sommaria, il Collegio ha ravvisato significativi e prevalenti profili di fumus boni iuris, ritenendo che la Prefettura non avesse adeguatamente ponderato la posizione del lavoratore, entrato regolarmente in Italia sulla base di titoli validamente rilasciati e qualificato come parte incolpevole e in buona fede. Ha ritenuto non conforme ai principi di proporzionalità e ragionevolezza l'automatismo applicato dall'Amministrazione, poiché incidente su diritti fondamentali dello straniero. Ha attribuito rilievo decisivo, ai fini cautelari, al nuovo rapporto di lavoro stabile a tempo indeterminato instaurato dal ricorrente e al suo positivo inserimento socio-lavorativo, elemento che avrebbe dovuto essere specificamente valutato prima della revoca. Secondo il Collegio, la revoca finiva per far ricadere sul lavoratore le conseguenze di condotte imputabili al primo datore di lavoro, frustrando il legittimo affidamento e la ratio della disciplina dei flussi, diretta anche a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro nazionale. È stato ravvisato anche un evidente e imminente periculum in mora, derivante dalla possibile irregolarità del soggiorno, dal rischio di espulsione, dalla perdita del lavoro e dallo sradicamento sociale. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate per la complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della valutazione sommaria di fumus boni iuris e periculum in mora, il TAR ha sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato.

  • Disciplina normativa sui flussi di ingresso per lavoro

    La relativa ratio è stata individuata nel soddisfacimento delle esigenze del mercato del lavoro nazionale; la sua applicazione non può tradursi automaticamente nella penalizzazione del lavoratore straniero incolpevole e in buona fede, senza valutare la sua posizione concreta.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro di uno straniero non può essere disposta mediante un automatismo fondato esclusivamente sull'inadempienza o sulla carenza dei requisiti del datore di lavoro, quando il lavoratore abbia fatto regolare ingresso in Italia sulla base di un nulla osta e di un visto validamente rilasciati e risulti incolpevole e in buona fede.
  • Prima di revocare il nulla osta al lavoro, l'Amministrazione deve valutare specificamente la posizione soggettiva del lavoratore straniero e le circostanze sopravvenute rilevanti, tra cui l'instaurazione di un nuovo e stabile rapporto di lavoro e l'effettivo inserimento socio-lavorativo nel territorio nazionale.
  • L'esercizio del potere di revoca del nulla osta al lavoro deve rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza, soprattutto quando la misura incida sulla regolarità del soggiorno, sul rapporto di lavoro e su diritti fondamentali dello straniero.
  • La tutela cautelare richiede la verifica sommaria del fumus boni iuris e del periculum in mora; il rischio concreto di soggiorno irregolare, espulsione, perdita del lavoro e sradicamento sociale può integrare un pregiudizio grave e difficilmente riparabile.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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