Sentenza n. 1131/2026 - Bari, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determina della Provincia di Foggia del 22 agosto 2025 sulla verifica di assoggettabilità a VIA del progetto di impianto agrivoltaico da 19,76 MW in località Masseria Rossi, nonché parere del Comitato VIA provinciale del 14 gennaio 2025
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società proponente ha impugnato la determina provinciale adottata ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. 152/2006, relativa alla verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale del progetto agrivoltaico, chiedendone l’annullamento insieme al parere del Comitato VIA e agli atti connessi. Il testo non riporta i motivi di illegittimità dedotti. Il 5 ottobre 2026 la ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso per sopravvenute valutazioni di opportunità e interesse, chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha rilevato che la dichiarazione di rinuncia non rispettava le formalità previste dall’art. 84 c.p.a. e non poteva quindi determinare l’estinzione del giudizio per rinuncia. Ha tuttavia ritenuto che la dichiarazione irrituale costituisse un argomento di prova qualificato e univoco della sopravvenuta carenza d’interesse, ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a.; ha pertanto dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Spese compensate, in considerazione dell’evoluzione procedimentale e processuale e della natura in rito della decisione.
Norme richiamate
art. 84 c.p.a.
la dichiarazione di rinuncia, seppur irrituale, costituisca comunque un qualificato ed univoco argomento di prova circa la sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione del gravame a norma del comma 4 del richiamato art. 84 c.p.a., posto che tale norma può applicarsi al caso dell’atto di rinuncia irrituale
La rinuncia che non rispetta le formalità necessarie per estinguere il processo può comunque essere valutata, ai sensi del comma 4, come elemento univoco da cui desumere la sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
per quanto detto, il ricorso vada dichiarato improcedibile, ai sensi e per gli effetti degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., con compensazione delle spese di lite avuto riguardo all’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda, nonché alla natura in rito della presente decisione
Il ricorso va dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, emerge la sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
per quanto detto, il ricorso vada dichiarato improcedibile, ai sensi e per gli effetti degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., con compensazione delle spese di lite avuto riguardo all’evoluzione procedimentale e processuale della vicenda, nonché alla natura in rito della presente decisione
La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse è resa secondo la disciplina processuale richiamata dall’art. 85, comma 9, c.p.a.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso che non rispetta le formalità previste dall’art. 84 c.p.a. non comporta l’estinzione del giudizio, ma può essere valutata, ai sensi del comma 4 dello stesso articolo, come argomento di prova qualificato e univoco della sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione.
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