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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30382/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto l'istanza di unificazione sotto il vincolo della continuazione di quattro sentenze di condanna a suo carico. I fatti riguardavano rapine aggravate e un omicidio preterintenzionale commessi mediante l'adescamento di turisti in locali di Roma, offrendo loro vino contenente benzodiazepine per stordirli e sottrarre i loro beni. Il ricorrente sosteneva che sussistessero identità di norma violata, medesime modalità operative, identità spazio-temporale e dunque l'esistenza di un unico disegno criminoso; il GIP aveva invece ritenuto che, pur essendoci contiguità temporale e analogie operative, mancassero indizi della preventiva e unitaria progettazione delle condotte, che non può essere confusa con una mera inclinazione o stile di vita delinquenziale.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la motivazione del GIP. È stato ritenuto pacifico il principio che il reato continuato richiede un'identità di disegno criminoso previamente rappresentato e deliberato dall'agente; la mera ripetizione di reati dello stesso tipo, la contiguità temporale, la stessa città e analogie di modus operandi non sono di per sé sufficienti a provare tale progettazione unitaria. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta del ricorrente di una rivalutazione di merito degli elementi probatori. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ex art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    L'art. 81, comma secondo (reato continuato), è interpretato nel senso che richiede un'unica, previa e unitaria ideazione criminosa: l'agente deve essersi rappresentato e deliberato unitariamente una serie di condotte; non si identifica con una mera propensione o programma di vita delinquenziale.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina l'istanza di unificazione delle esecuzioni sotto il vincolo della continuazione; è lo strumento utilizzato per chiedere che più sentenze vengano riunite ai fini dell'esecuzione in presenza del reato continuato.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Richiamata nel testo in relazione a una sentenza resa ai sensi dell'art. 444 (patteggiamento) che, per la sua natura, non forniva elementi utili ad apprezzare la esistenza di una progettazione originaria comune tra le condotte.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali del grado in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Per riconoscere il reato continuato è necessario dimostrare che l'autore abbia avuto previamente un disegno criminoso unitario e non una semplice propensione o ripetizione di reati simili.
  • La contiguità temporale, l'identità del luogo, la stessa tipologia di reati e analogie nel modus operandi costituiscono elementi utili ma non decisivi; servono indizi concreti di una progettazione comune (p. es. pianificazione, mezzi comuni, accordi, azioni preparatorie coordiante).
  • Quando si chiede l'unificazione sotto il vincolo della continuazione è opportuno produrre elementi fattuali specifici che dimostrino la precedente deliberazione di una serie di illeciti, non solo sommarie similitudini.
  • Le sentenze di patteggiamento (art. 444) possono avere limitata utilità probatoria per dimostrare un disegno criminoso unitario, in quanto spesso non contengono le stesse ricostruzioni fattuali dettagliate.
  • In sede di legittimità non è consentita una semplice rivalutazione del merito o degli indici già apprezzati dal giudice di merito: la Corte controlla la correttezza e la logicità della motivazione, non riforma i giudizi di fatto senza profili di illegittimità.
  • Per aumentare le probabilità di successo in casi analoghi, il difensore o il ricorrente dovrebbe documentare elementi come coordinamento tra azioni, modalità preparatorie ripetute, strumenti identici, comunicazioni tra coautori o altre prove che attestino una progettazione antecedente.

Testo integrale

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