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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27768/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto avverso l'ordinanza della Corte d'appello resa in sede di esecuzione, con cui era stato negato il riconoscimento della continuazione tra più reati già oggetto di condanna. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che le condotte fossero riconducibili a un unico originario disegno criminoso perché commesse nello stesso luogo, nello stesso contesto detentivo e in un arco temporale ravvicinato, interpretando tali elementi come indice della non accettazione dello stato di detenzione. La Corte di cassazione rileva che il giudice dell'esecuzione aveva invece escluso la continuazione valorizzando l'eterogeneità dei reati, riferiti a ambiti diversi, e la mancanza di indicatori concreti di una preventiva programmazione unitaria; per questo giudica le censure del ricorrente meramente confutative e non idonee a dimostrare vizi di motivazione o violazioni di legge.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Conferma quindi l'ordinanza impugnata che aveva escluso il riconoscimento della continuazione tra i reati contestati/già giudicati, reputando corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione sulla mancanza di un medesimo disegno criminoso. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende, non ravvisando elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    identità del disegno criminoso

    la continuazione richiede che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non è sufficiente un generico programma di vita delinquenziale o una propensione alla devianza. Occorre verificare indicatori concreti della programmazione unitaria.

  • art. 616 c.p.p.

    condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende

    in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo che risulti assente la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione è necessario accertare un originario disegno criminoso, inteso come preventiva e unitaria deliberazione di una serie di reati, non essendo sufficiente una generica inclinazione a delinquere o un programma di vita criminale.
  • La prova del medesimo disegno criminoso può desumersi da indicatori fattuali quali omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, singole causali e costante partecipazione degli stessi soggetti, ma nessuno di tali indici è di per sé decisivo in modo automatico.
  • La valutazione circa la sussistenza della continuazione è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua, non contraddittoria e immune da manifesta illogicità o travisamento dei fatti.
  • Non è sufficiente, per fondare la continuazione, valorizzare il solo fatto che più reati siano stati commessi nello stesso luogo o nello stesso arco temporale, se manca la prova che essi fossero già programmati nelle loro linee essenziali al momento del primo reato.
  • Le doglianze che si limitano a contrapporre una diversa lettura delle risultanze di fatto, senza evidenziare reali vizi logici o giuridici della motivazione, non sono idonee a superare il giudizio di inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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