Ordinanza n. 3292/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. III, che aveva respinto il ricorso di primo grado relativo alla vicenda dei manufatti abusivi
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I proprietari hanno proposto appello contro la sentenza del TAR Campania n. 1940/2026 e, in via incidentale, hanno chiesto la sospensione dell'efficacia della sentenza ai sensi dell'art. 98 c.p.a. Il testo non espone analiticamente i motivi di appello né le specifiche censure rivolte agli atti amministrativi, ma evidenzia la complessità della vicenda contenziosa e la precedente manifestazione, mediante note del 19 dicembre 2025 e del 10 aprile 2024, dell'intenzione degli appellanti di procedere spontaneamente alla demolizione dei manufatti abusivi.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare nei sensi e nei limiti indicati in motivazione, senza definire il merito dell'appello. Ha ritenuto che la complessità della vicenda richiedesse un più approfondito esame nella fase di merito e che, nelle more, fosse dirimente assicurare una decisione di merito re adhuc integra, consentendo agli appellanti di procedere spontaneamente alla demolizione già manifestata. La trattazione di merito è stata fissata alla pubblica udienza da stabilirsi con separato decreto per il primo trimestre del 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base della domanda cautelare incidentale proposta dagli appellanti per ottenere la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado.
Massime di principio
- In appello cautelare, quando la vicenda contenziosa presenta profili di particolare complessità tali da richiedere un approfondito esame nel merito, il giudice può accogliere la domanda cautelare in funzione della preservazione dell'utilità della decisione definitiva.
- La tutela cautelare può essere accordata per assicurare che la decisione di merito intervenga re adhuc integra, evitando che nelle more si producano modificazioni della situazione materiale idonee a incidere sull'effettività del giudizio.
- La necessità di consentire al privato di dare esecuzione spontanea a una condotta già formalmente manifestata può costituire una ragione dirimente per modulare l'accoglimento della domanda cautelare, anche senza anticipare la decisione sul merito.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 1450/2026 - Roma, Sezione 5B
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 1451/2026 - Roma, Sezione 5B
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 1452/2026 - Roma, Sezione 5B
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 1453/2026 - Roma, Sezione 5B
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 14005/2026 - Roma, Sezione 5B
- Ordinanza · 3 ago 2026Ordinanza n. 14006/2026 - Roma, Sezione 2B
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →